movimenti per la mente in movimento

Quando eravamo bambini abbiamo imparato a scuola alcune nozioni sui 5 sensi, in modo più o meno schematico e questa conoscenza ci  accompagna ancora nell’età adulta. Così sono rimasta sorpresa quando in uno dei tanti corsi di Kinesiologia educativa ho sentito parlare per la prima volta dei 7 sensi (e non si intendeva il famoso 6° senso, quello dell’intuizione). Il sesto e il settimo sono rispettivamente il senso vestibolare e il senso  propriocettivo. Forse dovremmo mettere questi due al primo posto nel rango dei sensi perché sono di fondamentale importanza per il nostro equilibrio e il nostro orientamento nello spazio. La propriocezione ci aiuta a sentire ciò che fanno le diverse parti del corpo senza dover necessariamente guardarle. Il senso vestibolare ci aiuta a mantenere l’equilibrio nella gravità. Entrambi sono molto importanti per sostenere e alleviare la vista.

Il senso vestibolare o dell’equilibrio è responsabile per la consapevolezza  del nostro corpo nello spazio. La parola vestibolo significa entrata/ e come tale questa è anche la sua funzione  a livello cerebrale. Questo senso si sviluppa nel feto a due mesi dal concepimento e si sviluppa completamente  dopo i cinque mesi dallo stesso. Perciò il movimento nell’ utero è fondamentale per il nascituro durante tutta la gravidanza. Il senso vestibolare è il sistema sensoriale pienamente funzionante che si sviluppa per primo.

Da piccola mi piacevano tutti i giochi in cui bisognava girare su me stessa. Rotolarmi sul tappeto o giù per la collinetta dietro casa, andare sull’altalena, girare intorno a me stessa o farmi girare da qualche adulto con un buon senso di equilibrio erano puri divertimenti. Ed ancora oggi osservo bambini che amano fare le stesse cose. Da adolescente mi piacevano le giostre e più spericolate erano più mi piacevano. Oggi so che tutte queste attività aiutano a rinforzare il sistema dell’equilibrio e servono per comprendere l’orientamento del nostro corpo nello spazio.

Il senso vestibolare risale ai peli incredibilmente piccoli all’interno dell’orecchio interno. Quando ci muoviamo, il fluido nelle nostre orecchie si muove e stimola quei peli, inviando al cervello informazioni sull’orientamento del nostro corpo nello spazio. Più un bambino è fuori dalla posizione verticale, più il fluido si sposterà sui peli e più forte diventerà il senso vestibolare. I bambini hanno bisogno di sperimentare i loro corpi in tutte le diverse posizioni e spostarli in tutte le diverse direzioni per far muovere quel fluido.

Il senso vestibolare è molto importante perché contribuisce all’integrazione di tutti gli altri sensi. Ciò significa che i bambini con un forte senso vestibolare sono più coordinati e meglio bilanciati. I bambini che non hanno sviluppato completamente il loro senso vestibolare tendono ad essere goffi e imbattersi negli oggetti. Potrebbero non avere una buona comprensione dello spazio personale.

La fase evolutiva dei primi 15 mesi che passa dalla posizione seduta a sedersi, strisciare, gattonare, camminare e correre è cruciale  per lo sviluppo del senso vestibolare. E’ fondamentale per i bambini  poter sperimentare e praticare queste abilità su terreni diversi, in modo che il loro movimento non sia sempre lineare. I bambini che si muovono sempre su superfici piane non ricevono gli stimoli che il loro corpo necessita. Se inoltre possono camminare a piedi nudi per mantenere la flessibilità dei loro piedi, creano basi più solide.
 Quando muoviamo il corpo o la testa attiviamo il sistema vestibolare che invia segnali agli occhi con la richiesta di rispondere allo stimolo. I muscoli oculari devono essere forti per poter affrontare competenze nel campo visivo da vicino, come leggere e scrivere, ma anche nel campo visivo lontano come per gli sport con la palla. Abbiamo bisogni di muscoli oculari che sono individualmente forti e possono lavorare in team per lo scorrimento. La retina ha più di 130 milioni di nervi che rispondono alle informazioni sensoriali..
    
Dal punto di vista degli adulti, va bene se vuoi solo guardare. Durante la pubertà, il liquido nei canali auricolari si addenserà, allungando il tempo necessario per far tornare i peli nell’orecchio interno nella loro posizione originale. Questo è il motivo per cui adolescenti e adulti tendono a soffrire di più il mal da veicolo dei bambini.


Gli adulti non devono girare ma i bambini lo fanno. Per loro va bene ed è utile che abbiano le vertigini. Con il tempo, progressivamente si abituano a tutto quel fluido che si muove nelle loro orecchie interne, così diventeranno più abili nel navigare nell’ambiente circostante. Le attività di girare su se stessi portano ad una maggiore vigilanza, maggiore attenzione e maggiore calma. Questo deve essere il motivo per cui i bambini sono così attratti da queste attività!

Nell’infanzia il movimento durante tutto il giorno è cruciale e di fondamentale importanza… In quel periodo della vita i bambini sviluppano il senso vestibolare e ciò non avviene mentre stanno fermi. Le troppe ore sedute in classe, soprattutto nella prima infanzia, non contribuiscono a questo tipo di sviluppo sensoriale. Questo è uno dei motivi per cui la ricreazione è così benefica per il rendimento scolastico. La ricreazione (purchè sia consumata giocando all’aria aperta) favorisce lo sviluppo del cervello in modo che l’alunno sia più attento durante la lezione.
    
Anche davanti agli schermi i bambini tengono quasi completamente fermi i loro corpi e le loro teste. Osservo però che i bambini piccoli spesso non riescono stare a lungo fermi a guardare un film perché i loro corpi stanno dicendo loro di alzarsi e muoversi. Il loro cervello deve essere stimolato dal movimento. Se confrontiamo i movimenti del corpo e della testa tra un bambino che è abituato a giocareall’esterno nella natura e un bambino che passa il suo tempo maggiormente dentro davanti a uno schermo televisivo, vediamo chiaramente perché ci possono essere differenze così vaste nello sviluppo tra i bambini.

La buona notizia è che i bambini sono resilienti e quindi in qualsiasi momento durante l’infanzia il movimento, soprattutto quello che stimola l’equilibrio può essere funzionale ad accrescere l’attenzione del bambino. Tutte le attività di equilibrio aiutano a rinforzare le competenze della lettura.

Quindi cosa si può fare? Passare molto tempo fuori (come lo faceva la mia generazione), saltando, arrampicandosi, correre su terreni scoscesi, giocare all’aria aperta e in natura che ci dà tantissime possibilità per  mettere alla prova le proprie competenze di equilibrio.

Da questo punto di vista gli asili nel bosco sono un terreno ottimale per I bambini per sviluppare tutto il sistema sensoriale e in primis il senso vestibolare.
E se non avete la possibilità di mandare i vostri figli in una tale struttura, almeno dedicate il vostro tempo a passare più tempo possibile  nella  natura con loro.

Più comprendiamo lo sviluppo dei bambini, più possiamo essere fiduciosi nelle nostre scelte di trascorrere tempo nella natura! Vale sempre la pena di giocare fuori.

La vita di un bambino oggi è spesso un continuo muoversi tra spazi chiusi e organizzati da adulti: casa, scuola, palestra e anche i tragitti si fanno in macchina. E’ invece importante tornare a vivere gli spazi all’aria aperta, sia per la loro salute sia per la loro crescita.

Il nostro stile di vita, soprattutto per chi vive nelle grandi città, penalizza le uscite al parco, i genitori non hanno spesso tempo, e le scuole preferiscono fanno trascorrere l’intervallo in classe, Niente di più sbagliato!

Purtroppo il   gioco, come approccio ludico- didattico di gruppo e come mezzo per  fare esperienze concrete,  sta scomparendo dalla vita dei bambini, lasciando il posto ai mezzi tecnologici bidimensionali che limitano notevolmente lo sviluppo sensoriale e motorio.

Il gioco è una dimensione  naturale nel l bambino. Nel gioco tridimensionale in un ambiente naturale il bambino può sviluppare i suoi sensi, affinando e creando così una base solida per l’apprendimento scolastico. Maria Montessori ha già constatato, negli anni trenta,   che possiamo trasferire su carta solo ciò che abbiamo sperimentato con il corpo nel mondo tridimensionale. I mezzi tecnologici non sono in grado di fornire le informazioni necessarie ai 5 sensi. Considerando che la  vista per esempio è costituita al 90% da informazioni provenienti da altri sensi e solo al 10 % dalle informazioni provenienti dalla meccanica degli occhi, allora possiamo affermare l’importanza delle esperienze  concrete nel mondo tridimensionale per poter crearci una base solida funzionale per l’ apprendimento scolastico.

Giocare nella natura  scoprendo sensazioni tattili, suoni, odori e gusti, imparando a distinguere le mille sfumature di colori che la natura ci offre, favorisce una buona integrazione dei sensi.

Le uscite all’aria aperta non sono un semplice sfogo o un momento di gioco sostituibile con attività al chiuso, ma un vero e proprio momento di formazione: amplifica i sensi(soprattutto nei primi anni di vita, il bambino ha bisogno di passare più tempo possibile all’aperto per sviluppare i muscolare oculari e il senso della vista)  e la capacità di osservazione, è fonte di esperienze impossibili in casa o in aula, stimola la curiosità.

Ci sono differenze importanti tra i bambini dell’attuale generazione e quelle precedenti, in modo particolare quelle tra gli anni ’50-’70, in cui i bambini avevano possibilità di giocare all’aperto in modo completamente autogestito, al di fuori del controllo genitoriale.

Le nostre case, ormai, sono sempre meno a misura di bambino, gli spazi sono spesso inadatti, troppo piccoli perché i bambini possano usarli per sperimentare le loro abilità motorie.

Scoprire il mondo esterno significa camminare, saltare, arrampicarsi e fare tutta una serie di movimenti che negli spazi chiusi sono preclusi, ma che sono fondamentali per conoscersi e acquisire sicurezza.

Correre qualche rischio è propedeutico, da un lato perché aiuta a gestirsi in maniera autonoma e dall’altro perché insegna a valutare le diverse situazioni, per il bambino è fondamentale poter cadere e scoprire la sua capacità di orientarsi nello spazio, fidandosi di se stesso e della sua capacità di rialzarsi. 

Recentemente nascono esperienze lodevoli, come le scuole d’ infanzia nel bosco per esempio. Queste  iniziative,  piuttosto rare, indicano una svolta  di tendenza,  un segnale di una nuova consapevolezza e soprattutto la  necessità di recuperare anche a livello educativo una dimensione più  naturale nella prima infanzia.

Uno studio recente di un gruppo di ricercatori canadesi ha rilevato il cambiamento generazionale rispetto al gioco all’ area aperta. Sono stati messi a confronto 3 generazioni e le loro abitudini di giocare.

I nonni (oggi tra i 60 e i 80 anni) consideravano tutte le attività all’ area aperta come gioco,  anche piantare   le fragole o raccogliere le patate era piuttosto vissuto come gioco anziché lavoro. La curiosità e il senso di esplorazione erano il motore principale per appropriarsi delle funzioni del mondo esterno.

I genitori (fra i trentacinque e cinquanta anni) vivevano il gioco  già più come passatempo,  vivevano meno in contesti rurali e il gioco era più considerato uno sfogo o la possibilità di stare con i compagni in contesti semi urbanizzati. I figli di questi genitori (tra gli 8 e i 12 anni) passavano la maggior parte del loro tempo davanti a tv, pc o smartphone a giocare ai videogiochi.  Il gioco di gruppo era ridotto a poche ore settimanali di sport organizzati.

È notevole come le abitudini di gioco siano cambiati nel arco di 60 anni.

Perciò è così importante mantenere viva  la voglia di scoprire e giocare nella natura, ricollegandosi a quelle esperienze  naturali necessarie ad una educazione globale.

Per saperne di più ti consiglio il seguente libro:

Sigrid Loos e Laura Dell’Aquila
Giochiamo? Naturalmente!
Giochi ed attività alla scoperta dell’ambiente attraverso i 5 sensi
Notes Edizioni, Torino 2017

PropriocezioneConosci la sensazione di essere bloccato a livello fisico dopo una lunga giornata di lavoro sedentario? Ti capita di avere la testa “fumante” dopo una discussione conflittuale o una giornata stressante e perdi facilmente le staffe? Oppure incontri una persone che conosci ma non ti ricordi più il suo nome?

Sotto stress il nostro sistema corpo mente va in modalità “sopravvivenza, cioè diventiamo reattivi anziché agire dai centri del pensiero superiore. Possiamo ancora funzionare sulla base di ciò che abbiamo imparato utile alla nostra sopravvivenza ma è difficile fare scelte ragionate e adatte alla situazione. Sotto stress diventa anche difficile elaborare nuove informazioni ed integrarle con quello che sappiamo già, di conseguenza ci sentiamo bloccati, frustrati, irritati .

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2012-56807-134177_22748_10574_tIn un blog post precedente ho descritto gli effetti dei Mattoncini da costruzione su un bambino di 3 anni. Oggi vorrei parlarvi dei risultati che ho ottenuto con questo metodo con una signora anziana.

Lucia (il nome è stato cambiato per mantenere la privacy) è una signora di 76 anni che si prende cura del marito 85 enne che soffre di demenza. Spesso si sente sopraffatta della situazione familiare perché non ha più tempo per se stessa. Oltretutto perde facilmente la pazienza quando mette in ordine le cartelle cliniche del marito e lui arriva e Leggi il seguito di questo post »

Ogni volta che faccio i riequilibri del programma della Kinesiologia educativa con clienti adulti, uso di solito il protocollo delle 7 dimensioni dell’intelligenza,  più completo e anche più complesso rispetto al protocollo di Brain Gym®. Nonostante io abbia  fatto migliaia di bilanciamenti con clienti di tutte le età, nella mia carriera 20ennale di Kinesiologa, non smetto mai di stupirmi dell’efficacia di questo strumento sorprendente, infatti, talvolta  con una sola seduta può cambiare la vita di una persona.

Vi presento Mary, la persona di cui vi parlerò, la quale mi ha contattato telefonicamente, parlandomi di un problema di vista, che desiderava affrontare inizialmente. Leggi il seguito di questo post »

Ho il piacere di presentarvi Christiane Hohlberg, insegnante di una scuola Montessoriana in Baviera che racconta le sue esperienze con l’otto dell’infinito, uno dei 26 movimenti di Brain Gym®.

imgp6422“Come insegnante da lungo tempo nella scuola elementare Montessoriana, vorrei condividere brevemente le mie esperienze con gli esercizi di Brain-Gym® e specialmente con l’otto dell’infinito. Per molti anni, abbiamo insegnato ai bambini due esercizi della Kinesiologia educativa al giorno. I bambini hanno così imparato tutti gli esercizi di Brain-Gym®  e i Leggi il seguito di questo post »

Riflettendo in questi giorni e preparando il corso di Brain Gym®* 101, che si terrà all’inizio di gennaio a Rapallo, mi sono riletta i commenti dei partecipanti ai corsi precedenti, mi sono accorta della potenzialità del cambiamento che avviene più facilmente nel gruppo, anziché nel lavoro individuale. Leggi il seguito di questo post »

Negli ultimi anni mi sono formata nel metodo di Movement Based Learning ideato da Cecilia Koester, che è già stata invitata dalla nostra Associazione Edu-K Brain Gym Network Italia per ben due volte e ne organizzeremo altri corsi a Luglio 2019. Mi ritengo molto fortunata per aver potuto intraprendere questa formazione con Cecilia Koester,  poiché lei si occupa da più di 30 anni di persone diversamente abili.  Il metodo, chiamato Building Block Activities (Mattoncini da Costruzione), ripercorre e completa lo sviluppo neurologico là dove si era interrotto, in modo da favorirne la completa maturazione grazie alla creazione di nuove connessioni neuronali tra le diverse aree del cervello. Ogni attività dei Mattoncini da Costruzione affronta una competenza di sviluppo specifica, che potrebbe mancare o non essere ancora integrata nel sistema nervoso. Leggi il seguito di questo post »

Vivere con una persona che ha tratti autistici ti può cambiare la tua vita radicalmente. Vedere in queste persone, che spesso si comportano in modo inconsueto e fuori dalla norma e ci sfidano con i loro comportamenti, i talenti e farli emergere, è una dote che pochi possiedono. Cecilia Koester, che ho già avuto il piacere di poter ospitare diverse volte sul mio blog, è una di queste insegnanti meravigliose. che ha  il talento ad insegnarlo anche ad altri. I suoi corsi sono una fonte ricca di conoscenze e tecniche, immediatamente applicabili, che possono rendere la convivenza  con persone afflitte da autismo (e non solo) più gioiosa e meno stressante.  Per i prossimi corsi con Cecilia Koester in Italia cliccate qui. Leggi il seguito di questo post »

Questo racconto di Sharon Burleson, è stato pubblicato nel manuale del corso  “Come proporre Brain Gym® con bambini che hanno speciali necessità” di Cecilia Koester M.Ed

BG170Manual7-15_ita_new_def.indd“Ciao, benvenuto a casa mia, credo. Voglio dire, forse sei il benvenuto. Non sono ancora sicura. Quando ti conoscerai lo saprò di sicuro.
Il mio bambino è disabile, e io ho bisogno d’aiuto per sbrigare tutte le cose di cui lui ha bisogno. Allora ho bisogni di te. Anche lui ha anche bisogno di te, perché si consuma e si annoia con me e a volte mi detesta così tanto come lo detesto io (per favore non cominciare a giudicarmi – abbiamo appena iniziato. Io sono solo onesta, e in quanto a lui è l’unica ragione della mia esistenza, ci sono dei momenti quando entrambi siamo logorati).
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