movimenti per la mente in movimento

per mantenere l’attenzione e il flusso di apprendimento

Con il termine “apprendimento” intendiamo un processo che dura tutta la vita e si applica in ogni situazione in cui c’è qualcosa di nuovo da imparare: un nuovo modo di essere, di comportarsi, di relazionarsi; una nuova competenza; una nuova conoscenza. Quando Mente-Mani-Cuore lavorano in sintonia, sperimentiamo piacere e soddisfazione nel fare qualsiasi cosa. Quando prevale un elemento a discapito degli altri, si crea uno squilibrio: se siamo troppo “mentali” con un amico o collaboratore che ci sta presentando le sue difficoltà emotive, rischiamo di sembrare troppo freddi e distaccati; ma anche se lo affrontiamo troppo “di cuore” corriamo il rischio di essere troppo coinvolti mentre l’altro si aspettava magari un aiuto concreto o una risposta più lucida. D’altra parte se offriamo subito una soluzione “pratica” alla sua problematica, l’altro potrebbe viverlo come interferenza. Se invece sappiamo dosare lucidità, concretezza ed empatia è molto più probabile che troviamo una risposta adeguata e soddisfacente per entrambi. La stessa cosa vale in ogni situazione di apprendimento: se insegniamo o impariamo in modo troppo teorico, ci può mancare la capacità di tradurre rapidamente in pratica quello che abbiamo acquisito; o al contrario, qualcosa che ci coinvolge molto può essere più difficile da ri-trasmettere perché occorre la giusta lettura dei concetti che ne sono alla base. Anche un bravo artigiano può trovare qualche difficoltà a tramandare le proprie competenze a un apprendista se gli mancano alcune conoscenze di fondo o se entra difficilmente in relazione. Per qualcuno, la difficoltà è uno stimolo e una sfida per superarsi con impegno e passione, per altri ogni intoppo rappresenta un blocco spesso insormontabile: in ogni caso, quando prevalgono sforzo o frustrazione (e la soglia è assolutamente individuale) non c’è un apprendimento integrato. Le ricerche riportate da Carla Hannaford[1] sul Sistema Vestibolare e lo strettissimo rapporto tra il corpo in movimento, le emozioni e l’accesso agli organi di senso e all’area corticale, ci confermano quello che a tutti risulta ovvio nello sviluppo del bambino nei primissimi mesi di vita. E’ esperienza comune ammirare (e spesso invidiare) il gusto e il piacere che leggiamo nei bambini di 6-7 mesi che esplorano con la bocca, le mani, gli occhi tutto quello che hanno nel loro raggio di azione scoprendo sapori, odori, densità …; lo stupore che caratterizza i loro sguardi, la competenza delle loro mani, il coinvolgimento di tutto il corpo mentre sperimentano tra i 10 e i 18 mesi lo spazio, il dentro e il fuori, il grande e il piccolo, il senso delle misure, le proprietà logico-matematiche, le similitudini e le differenze …; la precisione con cui i bambini che hanno potuto godere di queste esperienze usano in modo funzionale ancor prima dei 2 anni le competenze acquisite per portarsi correttamente il cucchiaio alla bocca, lavarsi i denti, infilarsi le scarpe ….; l’entusiasmo e la ricchezza di idee che manifestano già a 2 anni e mezzo mentre adoperano ed elaborano in modo creativo e personale quello che sanno o che hanno a disposizione mentre giocano a “far finta di”… Da adulti confiniamo però il piacere dell’esplorazione, sperimentazione, utilizzo funzionale e rielaborazione creativa alla fase della prima infanzia, ritenendo che una volta cresciuti e apprese le competenze di base, tutto quello che avviene dopo si debba raggiungere solo con sforzo e sacrificio. In realtà questo è un processo che si perpetua in ogni fase della vita perché piacere e movimento sono i motori per un apprendimento naturale e integrato ed è nostro diritto-dovere pretendere di vivere, lavorare, studiare in modo confortevole e gradevole.

“IL MOVIMENTO è la PORTA dell’APPRENDIMENTO”, dice Paul Dennison[2] nei suoi manuali di Brain Gym®.

Nella nostra concezione IL GIOCO – a tutte le età – è MOVIMENTO che coinvolge tutto il CORPO e l’APPRENDIMENTO avviene – a tutte le età – in un processo continuo ed esponenziale di esplorazione, sperimentazione, utilizzo funzionale e rielaborazione creativa. Il “flusso dell’apprendimento” come rappresentato nello schema proposto dal pedagogista americano Paul Dennison[3]e da sua moglie Gail ci sembra che ben si presti a spiegare il meccanismo di apprendimento nello sviluppo neurologico del cervello e a descrivere la continuità e la naturalità di questo processo.

Come descrivono i Dennison, nella fase “l’ho capito!” – in cui prevale l’esperienza sensoriale e sperimentale, si presta attenzione all’ambiente e al contesto globale/spaziale e l’apprendimento avviene attraverso l’elaborazione dall’insieme alle singole parti. Ogni nuova informazione viene prima percepita nel suo insieme e in seguito analizzata nel dettaglio, per poi essere ricomposta e codificata a livello globale e viene assimilata nel bagaglio di esperienze dell’individuo. Questo flusso continuo di approccio a nuovi stimoli ed esperienze e loro successiva assimilazione e interiorizzazione costituisce la base naturale di ogni apprendimento. Ma tale flusso, in presenza di un sovraccarico di stimoli e di informazioni, si interrompe e l’individuo può essere indotto a ripiegare sulla rinuncia dettata dalla frustrazione, oppure sforzarsi eccessivamente senza peraltro comprendere ciò che sta facendo. Questo meccanismo si verifica, ad esempio, nei giochi che richiedono un rapido cambio di ruoli. Anche i giochi con struttura e regole molto rigorose (per es. il calcio), si svolgono all’interno di schemi che consentono poche nuove esplorazioni. Nei giochi invece in cui le regole sono flessibili, i partecipanti diventano esploratori di nuove esperienze, in un clima cooperativo e di relazioni con gli altri.

I Giochi Cooperativi, integrati dai movimenti di Brain Gym® suggeriti dalla Kinesiologia Educativa, possono quindi diventare un ottimo strumento per riscoprire le nostre potenzialità.

Un altro passaggio importante  consiste nell’Esplorare e Sperimentare “da adulti” le 10 fasi del nostro sviluppo senso-motorio, per coglierne il corretto Uso Funzionale e poter accedere alla fase di Rielaborazione Creativa dei propri gesti e movimenti:

  1. l’attraversamento della linea mediana verticale che si mette in atto appena nati, quando il bambino gira la testa a destra e a sinistra per attivare le orecchie orientandole verso la fonte del suono, e viene continuamente sperimentato il movimento monolaterale nel tentativo di girarsi su se stesso con un movimento a spirale.
  2. L’attraversamento della Linea mediana Orizzontale, quando – a pancia in giù – si incomincia a sperimentare la spinta delle gambe e il ruolo delle braccia per potersi spostare strisciando: una fase intensa in cui si incomincia a prendere confidenza con l’alto e il basso del nostro corpo e si rinforzano i muscoli del collo.
  3. Il periodo del Gattonamento, troppo spesso trascurato, quando si inizia a incrociare per la prima volta gli arti superiori con quelli inferiori (attivando gli emisferi cerebrali opposti con le relative competenze), si sperimentano i gruppi muscolari addominali e dorsali, si dondola la testa in movimento, si effettua un vero e proprio massaggio degli occhi che  scorrono in modo naturale a destra e a sinistra, dall’alto al basso e da davanti a dietro.
  4. La fase del Camminare, in modi diversi, con velocità e ritmi diversi: è la fase in cui si struttura e si caratterizza la nostra andatura, troppo in avanti o troppo indietro, sulle punte come se si camminasse sulle uova o con i piedi troppo pesanti, sbilanciata a destra o a sinistra.

Le competenze acquisite fino a qui diventano le condizioni per l’ulteriore rielaborazione del nostro schema motorio, permettendo o meno l’accesso a capacità più complesse e a gesti più articolati.

5.  Correre in modo corretto e funzionale, per esempio, è possibile solo se le fasi precedenti sono state armoniche e complete.

Passo, Trotto e Galoppo: i movimenti del cavallo (che sono stati alla base dei giochi dei bambini da sempre) ci vengono in aiuto per leggere alcuni passaggi fondamentali per l’evoluzione motoria e cognitiva.

6.    L’imitazione del Galoppo richiede invece l’avanzamento di una gamba                   rispetto all’altra (più precisamente la gamba interna rispetto alla                              direzione che vogliamo prendere in un ipotetico cerchio).

Ripetere il movimento del Trotto presuppone uno spostamento in diagonale e in avanti, mantenendo la capacità di incrociare gli arti e di muoversi con ritmo.

7.   L’imitazione del Galoppo richiede invece l’avanzamento di una gamba                   rispetto all’altra (più precisamente la gamba interna rispetto alla                             direzione che vogliamo prendere in un ipotetico cerchio).

8.   Il Cambio di Galoppo introduce poi un’ulteriore evoluzione con un                         passaggio assai significativo dal punto di vista visivo, motorio e                               concettuale. Se vogliamo infatti cambiare direzione durante il galoppo,                 occorre cambiare la gamba che sta davanti e passare dalla logica del                     cerchio (una sola direzione) alla logica dell’otto (cambio di direzione                     in movimento, rapidità, prontezza di riflessi, cambio di prospettiva                         visiva e mentale). Presuppone la capacità di percepire chiaramente e                     attraversare fluidamente la linea mediana ed è un ottimo modo per                         padroneggiare i movimenti del corpo in tutte le direzioni.

9.   Il Saltello è il rapido cambio di galoppo, e per questo molte persone                        con problemi a un qualche livello non riescono a saltellare.

10.   Saper Danzare è la logica conseguenza di quanto detto: lo sviluppo                          creativo delle competenze senso-motorie, cognitive, logico-                                      matematiche che hanno accompagnato il nostro sviluppo dai                                    primissimi giorni della nostra vita.

Muovendoci e giocando diventiamo così più consapevoli del nostro schema corporeo e della sua Tridimensionalità, che i Dennison hanno considerato l’unica condizione per l’accesso completo e armonioso alle facoltà dell’Area Corticale, Limbica e Rettile del nostro cervello.

Una volta che siamo coordinati con noi stessi, possiamo pensare di coordinarci e relazionarci con gli altri in modo efficace e gradevole per tutti. Mettersi in GIOCO nei giochi cooperativi e nelle danze di gruppo diventa allora ancora più piacevole e armonico, permettendoci di goderne a pieno e di dar vita a una nuova entusiasmante spirale di crescita.


[1]  Carla Hannaford, Risvegliare il cuore bambino, Terranuova Edizioni, 2010
[2]  vedi …….
[3]              Paul & Gail Dennison: Brain Gym® Teacher’s Edition, The Companion Guide to Brain Gym® Simple Activities for Whole Brain Learning
dott.ssa Sigrid Loos, info@sigridloos.com 
dott.ssa M. Paola Casali, mariapaola.casali@infinitiform.it 
Oneness – Worldwide Congress, Hungary 25>28 agosto 2011
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: