movimenti per la mente in movimento

Questo racconto di Sharon Burleson, è stato pubblicato nel manuale del corso  “Come proporre Brain Gym® con bambini che hanno speciali necessità” di Cecilia Koester M.Ed

BG170Manual7-15_ita_new_def.indd“Ciao, benvenuto a casa mia, credo. Voglio dire, forse sei il benvenuto. Non sono ancora sicura. Quando ti conoscerai lo saprò di sicuro.
Il mio bambino è disabile, e io ho bisogno d’aiuto per sbrigare tutte le cose di cui lui ha bisogno. Allora ho bisogni di te. Anche lui ha anche bisogno di te, perché si consuma e si annoia con me e a volte mi detesta così tanto come lo detesto io (per favore non cominciare a giudicarmi – abbiamo appena iniziato. Io sono solo onesta, e in quanto a lui è l’unica ragione della mia esistenza, ci sono dei momenti quando entrambi siamo logorati).
La tua agenzia ti ha mandato, ho chiesto aiuto ma non posso scegliere chi entra a casa mia e nella mia vita. Tu vieni quando va bene a te, di solito tra le 9 di mattina e le 3 del pomeriggio da lunedì a venerdì. Nelle serate e durante i fine settimana sono da sola,
quando i miei altri figli mi tirano la manica, mi vogliono e si sentono trascurati e offesi, e
io mi sento al limite.
Mi chiami per dirmi che stai arrivando martedì mattina, quindi ho messo la pila di posta senza risposta e le fatture non pagate nell’armadietto con le ciotole di cereali, correndo su e giù per le scale con i vestiti sporchi e puliti, spingendo i giocattoli e le scarpe disaccoppiate in armadi e sotto i letti e passo lo strofinaccio per levare le impronte digitali dappertutto e poi mi chiami e mi dici che devi disdire a causa di una riunione. Oh, sicuro, capisco, sì, va bene, venerdì pomeriggio? Ebbene, avrei cercato di andare in
biblioteca e forse fare un pisolino… Cosa? Oh. È l’unico giorno disponibile? Sì certo, certo che è importante che tu venga. E noi abbiamo proprio bisogno di aiuto. Bene. Venerdì alle 13.30 saremo qui.
A mio marito non piace che le persone vengono e vadano da casa mia. Dice che si sente come se vivesse in un vaso per pesci rossi. Dice che avere aiuto significa sacrificare la nostra privacy e spontaneità. Non può più grattarsi la pancia mentre attraversa la sala nei suoi pantaloncini corti. Ora deve vestirsi e tirare dentro la pancia e mostrare buone maniere. Io piango perché mi sento inadeguata e stupida e semplicemente completamente sbagliata.
A volte mi fai sentire così quando ti insospettisci di che cosa succede, quando non sei qui e cerchi di recuperare quando parliamo per capire, se seguo veramente gli obiettivi, o se prendo solo i soldi e sconvolgo i documenti.
A volte non è niente di tutto ciò che dici o fai, solo che il tuo perfezionismo sconvolge la mia maternità.
A volte quando sei perfetto mi sento minacciata e a causa di altri che ti hanno preceduto, mi sento giudicata e chiacchierata, come se tu avessi incontrato gli altri e
aveste escogitato un piano da implementare su di me.
Non posso sempre dire quando sei vero, ma mio figlio lo può fare. Allora lo osservo. Se
lui risponde e ti dà il benvenuto allora metto da parte le mie esigenze e le mie preoccupazioni e ti lascio tutto quello che ho, compreso mio figlio. Devo
fidarmi di te perché lui si fida di te e aspetta il tuo passo all’ingresso.
Cosa? Oh la Madonna! Ho di nuovo dimenticato i tuoi documenti? Aspetta. So che sono qui da qualche parte. Ci ho lavorato la settimana scorsa quando lo scaldabagno è scoppiato e poco prima che mio marito fosse tornato a casa sfinito. Aspetta…. Credo di aver scritto sul retro dei documenti quando la banca ha chiamato per la copertura
del conto in rosso. Sììì! Li ho trovati proprio dietro al burro di arachidi… Aspetta, li pulisco un po’.
Lo sai che ero normale, che avevo controllo sulla mia vita, il mio tempo, la mia casa.
Avere un bambino disabile ha sconvolto la mia vita, le mie priorità sono cambiate. Ciò che credevo risolto è cambiato. Ciò che ho chiesto è cambiato. Chi avrei
accettato è cambiato. Tutto è cambiato perché mio figlio ha bisogno di cose, persone e idee e sostegno economico.
Allora la mia vita consiste in riunioni, regolamentazioni, documentazioni e documenti,
assistenti sociali e gente dell’agenzia, politiche e manuali di procedure e decisioni amministrative, ritardi e voci di ritardi nei controlli, gente che abbandona e gente che
entra quando non sono richiesti.
Per favore non mi giudicare. E cercherò di non giudicarti. Vedi, alla lunga, se non sono all’altezza sono comunque sua madre. Quindi siamo bloccati e io sono disposta a dare
il mio meglio. Aiutami a crescere, aiutami a diventare migliore.
Accettami come persona, non come qualche santo perfetto. Io conosco veramente meglio il mio bambino che chiunque altro, quindi aiutami ad esprimerlo e usarlo al meglio.
Cammina con me in modo da non giudicarmi ma di comprendere il mio ruolo nel cuore della mia famiglia. Dammi strumenti e persone e parole che, come pezzi di un puzzle, s’incastrano per consentire i miei punti di forza e compensare i miei difetti.
Per favore non spingermi oltre la mia resistenza, perché se lo fai, vedrai il lato peggiore
di me, impulsivo, impaziente, inflessibile ed emotivo. Non sono buona neanche con mio figlio in quello stato. Ognuno di noi ha questo confine sottile. Io cerco di accorgermi
quando arrivo a questo confine, di solito sono particolarmente irritabile e mi lamento con te.
Ti prego di renderti conto che una parte di me è la cagna esausta, così reale ed accettabile come la super woman che supera incredibili ostacoli.
Ci sono giorni di sole e giorni di tempesta che fanno tutti parte di un clima temperato. Beh, comunque,
ciao. Benvenuto a casa mia,
credo.
…Benvenuto a casa mia

L’Associazione Edu-K Brain Gym® Network Italia invita Cecilia Koester per la seconda volta in Italia per tenere i suoi corsi pratici e pieno di saggezza. Si terranno dal 20 al 25 ottobre 2018 a Brescia. Per maggiori informazioni clicca qui.

 

Ringrazio Cecilia Koester per il gentile permesso di pubblicare questo racconto sul mio Blog.

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