movimenti per la mente in movimento

Archivio per la categoria ‘Benessere psicofisico’

Come mantenere la propria vitalità nella terza età con Brain Gym

images1Il miglioramento delle funzioni cognitive nelle persone anziane aiuta a mantenere la salute mentale e il benessere generale e inoltre gioca un ruolo significativo nella prevenzione e nella gestione della confusione, la depressione, la letargia e la mancanza di motivazione nonché l’autostima ridotta nel anziano. Funzioni cognitive migliorate e una elasticità mentale sono ingredienti indispensabili se gli anziani vogliono mantenere la propria indipendenza e il controllo sulla propria vita.

Le ricerche, in tale ambito, negli ultimi anni hanno dimostrato che l’esercizio fisico è fondamentale per mantenere la propria flessibilità e stabilità nell’età avanzata e che entrambi sono di grande importanza per prevenire le cadute che possono causare fratture o traumi al cervello. Inoltre chi cade sviluppa spesso una paura del cadere, questa emozione provoca ulteriori limitazioni di movimento,  aumentando il rischio di cadute. Quindi fare attività di movimento dovrebbe essere un obbligo nella terza età, in quanto la massa muscolare e le ossa tendono a deteriorarsi e i sensi – vista, tatto e propriocezione diminuiscono. Ricerche in Svizzera e negli Stati Uniti hanno dimostrato che i residenti in case di riposo, dopo 6 mesi di intenso training in palestra hanno ricuperato le proprie funzionalità e il senso dell’equilibrio.

Oltre alle attività fisiche in palestra ci sono numerose altre discipline che possono essere utili per mantenere le funzioni psicofisiche nella terza età.

Una tecnica molto efficace è Brain Gym®, sviluppato come programma di movimento per facilitare l’apprendimento soprattutto nell’età scolare, si è mostrato valido negli ultimi 20 anni anche nell’applicazione delle funzionalità negli anziani nelle varie parti del mondo.
images-11Negli Stati Uniti, in Canada, in Europa, in Cina e in Indonesia ci sono esempi di case di riposo e centri per anziani che adottano i movimenti di Brain Gym® ed altre attività della Kinesiologia educativa come una delle attività giornaliere per il mantenimento di un buon funzionamento del sistema neuro cognitivo oltre che per la flessibilità del corpo: il risultato della pratica del Brain Gym® è una vera e propria riabilitazione cognitiva.
I movimenti di Brain Gym® non essendo fisicamente faticosi possono essere praticati agevolmente oltre gli 80 anni. Questi movimenti aiutano a riattivare il sistema corpo-mente e a rilassare il sistema nervoso contribuendo così ad un funzionamento cognitivo più efficace, oltre a stimolare la memoria, la concentrazione, l’equilibrio e le capacità comunicative. La loro facile applicabilità li rende idonei anche per persone in stato di demenza o con altre restrizioni sensoriali.

Esperienze di Brain Gym con anziani in giro per il mondo

La Federazione Europea di Kinesiologia (EVfK) ha pubblicato nel 2005 una ricerca della clinica neurologica della Henriettenstiftung Hannover sull’effetto del Brain Gym nei corsi di memoria offerta da questa clinica.
24 persone sono state sottoposte ai test di cui 16 hanno potuto aumentare le prestazioni cognitive dopo lo svolgimento dei movimenti di Brain Gym. Tali movimenti sono stati integrati nel programma del corso di memoria e quindi sono state eseguite solo in quel contesto, il risultato può essere considerato positivo. L’Autrice Gabriele Drabben-Thieman conclude che i movimenti della Kinesiologia educativa portano ad un miglioramento cognitivo a breve termine.

images-12Un altro esempio viene citato da Claire Hocking, Kinesiologa australiana che lavora da tanti anni con persone anziane in una presentazione tenutasi nel 2010 durante la conferenza annuale di Brain Gym ad Ashland, Massachussetts, USA. Hocking racconta di una Signora 92 enne afflitta da Alzheimer, ospite in una struttura per anziani che ha potuto migliorare il suo senso di orientamento grazie alla pratica quotidiana degli esercizi energetici di Brain Gym in gruppo e individualmente con un operatore. Nell’arco di 6 mesi ha potuto trasformare il suo stato emotivo di agitazione e irritazione nei momenti di afasia in uno approccio più positivo e gioioso verso gli altri e le attività della casa di riposo. Anche in questo caso i movimenti non hanno potuto fermare il progresso della malattia ma hanno aiutato la persona a trovare un posto dove sentirsi al sicuro in un mondo pieno di confusione.

La formatrice e autrice tedesca Gerda Kolf descrive nel suo libro Geistig jung und körperlich in Schwung bis ins hohe Alter mit Brain Gym, VAK Verlag 2005 (mantenersi giovani e flessibili in età avanzata con Brain Gym), il suo lavoro con gruppi di anziani dai 60 anni in su come i movimenti di Brain Gym hanno migliorato le condizioni psicofisiche dei suoi partecipanti. In particolare si riferisce al caso di una Signora 81enne che ha avuto grosse difficoltà di coordinazione all’inizio del corso muovendosi solo col bastone e che usciva dal seminario di 4 giorni saltellando e danzando grazie innanzitutto al Cross-Crawl  che le ha dato una maggiore stabilità posturale. Uscendo dimenticò anche il bastone!

20160209_151304-1080x675Karen F. Peterson in Hawaii ha iniziato nel 1999 un programma intitolato “giving back” che coinvolge anziani che vogliono mantenere la propria mobilità usando i movimenti di Brain Gym e formandoli come mentori e volontari che insegnano poi i movimenti nelle scuole. Il programma ha sconfinato ormai le isole Hawaiane ed è stato adottato in diversi parti del mondo.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, apprendere i 26 movimenti di Brain Gym e applicarli con persone anziane trova una risposta qui

Bibliografia consigliata:
Libri di Paul e Gail Dennison (i fondatori del metodo Brain Gym) tradotti in italiano:

Brain Gym per tutta la famiglia, movimenti semplici per rendere l’apprendimento piacevole, Tigulliana Editrice, 2016
Brain Gym, impara a muoverti muoviti per imparare, Tigulliana Editrice 2014
Brain Gym, come scoprire e mantenere per sempre il piacere di imparare, Mediabox 94, 2014
Brain Gym per l’impresa, InfinitiForm Edizioni 2011

Articoli da approfondire Eduk-Brain Gym Newslewtter nr. 2 2015

AAVV, KINESIOLOGIA EDUCATIVA E DEMENZA: UNO STUDIO DEGLI EFFETTI DI BRAIN GYM® SUL FUNZIONAMENTO COGNITIVO DEGLI ANZIANI A GUANGZHOU, IN CINA


Kathy Monahan, EMERGERE DAL BUIO DELLA DEMENZA: COME I PAZIENTI ANZIANI TRAGGONO BENEFICI DA BRAIN GYM®

Danze in cerchio e movimenti di Brain Gym per celebrare l’abbondanza nella comunità

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel Manuale della Conferenza Internazionale di Brain Gym® a Denpasar, Bali 2013

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Il cerchio è un simbolo antichissimo e importantissimo, comune a tante culture del mondo. Viene usato per evocare i movimenti circolari della natura, innanzitutto delle stelle e del sole. Tracciare il cerchio ha il significato di creare una protezione. Il sole traccia apparentemente un cerchio intorno alla terra e segna il tempo. La ruota è anche un simbolo del sole e del ruotare del tempo, della sequenza delle stagioni e delle ore. Il simbolo evoca il ciclo del tempo e dell’universo che garantisce la crescita e la prosperità fisica e spirituale.

Molti rituali di moltissime culture, canti e danze si svolgono in cerchio. Per proteggere la casa, i campi o il bestiame i contadini camminavano in senso orario in cerchio per dare influssi positivi.  Le persone che ballano in cerchio, si tengono per mano, con la sinistra che riceve con il palmo rivolto al insù e la destra che dà con il palmo rivolto verso il basso condividendo l’energia del cerchio con tutti i partecipanti.

Il cerchio ha almeno due funzioni principali:

  1. proteggere la comunità da influenze esterne negative
  2. mantenere e accrescere l’energia positiva all’interno di un gruppo,
    evitandone la dispersione.

is (1)Danzare in cerchio enfatizza eventi speciali, rinforza la comunità e incoraggia la comunione. Lo spazio confinato dai danzatori è uno spazio privilegiato, sacro e distinto da quello esterno. I danzatori nel cerchio godono di un privilegio e sono protetti dagli eventi che succedono al di fuori.

Le danze in cerchio moderne sono nate negli anni ’70, promossi dalla Comunità di Findhorn in Scozia che ha raccolto e trasformato un vasto repertorio di danze popolari del mondo rendendole più semplici ed accessibili a persone di tutte le età e provenienze. Lo scopo è sperimentare la gioia di ballare insieme e di creare un senso di comunità, condividere la capacità di stare bene insieme.

Gli obiettivi più specifici delle danze in cerchio sono:

  • favorire una cultura di pace basandosi sui valori delle danze popolari
  • vivere in equilibrio con il proprio corpo e con le persone intorno a noi
  • sviluppare il concetto di uno stile di vita flessibile, armonioso e naturale
  • Recuperare il proprio ritmo vitale interiore attraverso un respirare, camminare e correre più consapevole e focalizzato
  • Essere più attenti al ritmo e al tempo mentre ci muoviamo in cerchio come gruppo.

L’andamento delle danze varia da lento a veloce, con tutte le gradazioni intermedie. Il ritmo influisce anche sull’umore e sulle emozioni: le danze lente sono più riflessive e meditative mentre le danze veloci sono più espressive ed energizzanti.

giu_95Negli anni ‘90 ho incontrato un gruppo di persone a Rovereto che insegnavano le danze ispirate dalla Comunità di Findhorn e per la prima volta ho sentito che le danze popolari potevano essere un’esperienza accessibile a tutti. In questa mia prima esperienza eravamo un gruppo di 30 persone di 15 paesi diversi, raccolti intorno alla gigantesca campana di Pace vicino a Rovereto. Alcuni di questi partecipanti non avevano mai ballato prima in vita loro, ma tutti furono coinvolti fin da subito e nessuno rimase fuori a guardare.

Vincenzo Barba, il nostro maestro di danze,  ci propose  un repertorio di danze in cerchio semplici che da allora fanno parte della mia cassetta degli attrezzi. Queste danze sono uno strumento favoloso per armonizzare il clima di gruppo, per riunire le persone, per rilassarsi e ricaricare le batterie esauste, per liberarsi dallo stress e armonizzare il corpo e la mente  rendendoci centrati e connessi.

20160314_195753_HDR~2~2 La combinazione dei movimenti di Brain Gym® con le danze in cerchio è una nuova possibilità di arricchire il nostro lavoro nei gruppi. Gli esercizi energetici del Brain Gym®, in particolare i Punti del cervello, della terra e dello spazio aiutano ad orientarci quando “ci perdiamo” confondendo il lato destro e sinistro, quando tutto sembra procedere troppo velocemente. Il Cappello pensatore e l’Elefante ci aiutano a trovare un senso migliore del ritmo della musica e il Cross-Crawl ci aiuta a coordinarci meglio. Il Dinamizzatore e la Respirazione addominale invece ci aiutano di ritrovare il nostro ritmo naturale di respirazione mentre ci muoviamo velocemente in cerchio.

Nel 2013 nella Conferenza internazionale di Brain Gym® la mia collega spagnola Isabel Compan abbiamo presentato un workshop basandoci sui principi qui esposti. Un articolo non può riprodurre l’esperienza che in un’ora ha permesso a venti partecipanti di imparare sei danze completamente nuove per loro ed estranee alla loro cultura, grazie  anche ai movimenti di Brain Gym® che abbiamo usato come strumenti di facilitazione. Non si può tramite il blog riprodurre questi benefici ma posso offrire questa formazione dove richiesto in un workshop di una giornata o di 12 ore.

L’arte del Disegno a Specchio porta armonia emozionale in pazienti affetti da ictus

La stanza degli ospiti
Liisa Korhonen, Helsinki, Finlandia, Insegnante di Brain Gym® 

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Nel 2014 ho  partecipato ad un corso a Helsinki sul disegnare a due mani chiamato Double Doodle Play, una finestra per la visione integrata¹, gestita da Glenys Leadbeater della Nuova Zelanda. Durante il corso Glenys, ci raccontò che, come infermiera, usava spesso il Disegno a Specchio come strumento riabilitativo. Così, seguendo il suo esempio, ho cominciato a disegnare a due mani con mia sorella più giovane. Ritva ha 68 anni e dopo un ictus, nel 2010, le è stata diagnosticata l’emiplegia, l’afasia, l’epilessia e quant’altro. Dato che ha perso la sua lingua madre, il finlandese, parla ora in “emozionalese”.

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Ho scelto per il nostro lavoro dei fogli robusti del formato 56 x 65 cm. Mentre Ritva usa la matita o il pennello nella mano sinistra, io guido la sua mano destra per specchiare ciò che lei disegna. Ora potevo comprendere meglio l’importanza del tracciare segni di cui Gail Dennison parla nel manuale del corso del Disegno a Specchio. In questo caso direi che l’attività più costruttiva stava nella nostra pianificazione ed esecuzione del movimento. Questa prima immagine è stata realizzata nel 2014 e da allora abbiamo continuato a disegnare a specchio.

Il nostro passo successivo era il gioco dei nove punti (entrambe le immagini sono state disegnate nel  febbraio 2015). Per iniziare:

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distribuisco nove punti in modo simmetrico sul foglio. In seguito cominciamo a “negoziare” le direzioni. Proseguiamo in questo modo su metà del foglio, poi giro il foglio per alleviare la tensione del braccio destro di Ritva e continuiamo sull’altra metà del foglio. Nei prodotti finali si possono vedere i contributi di Ritva in diagonale.

Per un certo tempo, l’aspetto emozionale del tracciare segni divenne dominante. Ritva è diventata autocritica e, dal momento che lei voleva evitare degli stati d’animo negativi, la sua volontà di disegnare a specchio si placava.

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“Perché il cambiamento delle lettere provoca così tanto sentimento?” ha chiesto un giornalista quando la televisione finlandese ha mostrato l’ultima modifica di tipo di caratteri per le scuole. Il progettista dei caratteri si riferiva all’esperienza personale che dura tutta la vita nell’usare i caratteri nella scrittura a mano.

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Scrivere crea una relazione intima con segni e lettere e di conseguenza con tutta l’umanità, dice Gail Dennison nel manuale. Dopo la mia esperienza con Ritva vedrei anche lo sviluppo emozionale come aspetto indipendente in questo processo del Disegno a Specchio.

In maggio l’uso di grandi pennelli e delle tempere ha apportato un cambiamento positivo ai lavori del Disegno a Specchio di Ritva. Come potete constatare, i disegno sono diventati più armonici.

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Questa armonia dei nove punti è stata accompagnata da un atteggiamento generale più positivo. Se Ritva si sentiva sola e mi chiamava per lamentarsi, accettava  sempre la mia risposta, lei era l’unica persona che poteva controllare le sue emozioni. Secondo i suoi amici il suo “emoziona lese” è diventato più sfumato.

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In luglio abbiamo fatto il nostro primo ritratto di un viso molto espressivo. E’ stato il mio compleanno ,tutti e due eravamo di buon umore, ciò si riflette nel volto che abbiamo disegnato.

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I nove punti di luglio mostrano anche dei cambiamenti consistenti. Sono contenta di poter dire che l’effetto equilibrante del Double Doodle Play continua ad aver un impatto positivo sull’umore di Ritva anche se non abbiamo molto tempo di disegnare a due mani.

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Credo che il piacere di guardare degli oggetti belli, infatti tutti gli oggetti, continua a crescere per lei e per me.

Grazie di cuore Gail e Glenys!

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Liisa Korhonen ha 76 anni ed è un insegnante di Brain Gym e una psicologa a Helsinki, Finlandia. Liisa dice: “Brain Gym è stato la mia passione fin dal 1990 e il corso del Double Doodle Play è la mia ultima. Mi piace particolarmente perché ci dà la possibilità di praticare uno stato libero dallo stress.”

Il Disegno a Specchio fa parte delle 26 attività descritte del libro Brain Gym Impara a muoverti, muoviti per imparare di Paul e Gail Dennison, edito da Tigulliana Edizioni, 2014

© 2015 Liisa Korhonen, tutti i diritti sono riservati.

¹questo corso è stato sviluppato da Gail Dennison e fa parte del percorso di formazione della Kinesiologia educativa (Edu-K)

Questo articolo è stato pubblicato in inglese su Hearts at Play. Ringrazio l’autrice e Gail Dennison per il  permesso di tradurlo e pubblicarlo sul mio blog.

L’OTTO DELL’INFINITO, PIÙ DI UN SEMPLICE ESERCIZIO DI BRAIN GYM®

di Christian Dillinger, International Faculty Austria
Presentazione del suo intervento durante la Conferenza internazionale di Kinesiologia a Banff, Canada, Settembre 2015
traduzione: Sigrid Loos

Cristian Dillinger ha studiato scienze dello sport e del movimento all’Università di Graz, Austria. E’ istruttore di Touch for Health, docente di Hyperton X e membro della Facoltà internazionale della Educational Kinesiology Foundation per l’Austria. Nel suo studio pratica la terapia cranio-sacrale secondo Upledger, la manipolazione viscerale secondo Barral e la fisioterapia educativa (Immaginazione affettiva guidata). E’ il Presidente dell’Associazione di Kinesiologia professionale dell’Austria (OBK) e il direttore dell’Istituto Moving a Graz

L’otto dell’infinito è più di un semplice esercizio di Brain Gym

  • Il simbolo dell’infinito è un simbolo matematico
  • La lettera X si è trasformata in un nodo
  • Il punto d’incrocio di due archi
  • Una simmetrica pista di corsa giocattolo che cambia direzione facendo un’inversione verso sinistra, attraversando la propria strada per fare un inversione verso destra.
  • L’attraversamento della linea mediana visiva
  • Due anelli nuziali connessi simboleggianti il legame matrimoniale
  • Gli otto tibetani stimolano il flusso libero dell’energia
  • I lacci delle scarpe simboleggiano il sostegno nel movimento
  • Un papillon dello smoking per il ballo dell’opera
  • Un simbolo per la connessione e la collaborazione tra i due emisferi del cervello
  • Un simbolo per la connessione e la collaborazione tra i lati destro e sinistro del corpo
  • indirizza tutte le aree del cervello coinvolgendo il campo visivo completo

Molte immagini ci accompagnano (a volte in modo simbolico) quando disegniamo un otto dell’infinito. Possiamo incontrare questa forma in vari contesti, in particolare quando è implicata una connessione di due parti con l’attraversamento della linea mediana uditiva, cinestesica e visiva. Un riequilibrio kinesiologico mira alla collaborazione tra i due emisferi e i due lati del corpo; nello stesso tempo si focalizza sull’integrazione fisica dell’obiettivo, che viene rinforzato dall’otto dell’infinito. Sei paia di muscoli, dietro al bulbo oculare, dirigono lo sguardo degli occhi in diverse direzioni, e fanno si che gli occhi focalizzino, in modo sincronizzato, un obiettivo comune. Le attività che precedono un riequilibrio kinesiologico possono evidenziare quando gli occhi non sono sincronizzati. Mentre un occhio focalizza l’obiettivo, l’altro non collabora. In situazioni di stress, sembra che solo un occhio possa gestire la situazione elaborando le informazioni visive legate allo stress, mentre l’altro occhio non partecipa.

L’otto dell’infinito allena perfettamente la coordinazione dei due occhi

L’otto dell’infinito mette in contatto e collega due sistemi; non ha né inizio né fine, perciò rinforza un continuo flusso di movimento. La figura a otto sostiene l’integrazione delle lettere nel flusso della parola, migliorando la cooperazione di entrambi gli occhi, delle braccia e delle mani, e rende possibile la riflessione sulle parole, tra l’emisfero sinistro e l’emisfero destro.

Un fenomeno: uno sguardo sull’organizzazione interiore di una persona

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Fenomeno: il ragazzo guarda l’immagine solo con’l’occhio destro. La ‘presa forzata’ è segno di una compensazione monolaterale.

Osservare un fenomeno manifestarsi è una vera rivelazione. Quando vediamo  un bambino disegnare un otto dell’infinito, possiamo osservare diverse caratteristiche legate alla coordinazione del movimento.

Entriamo nel cuore di diversi stadi dello sviluppo evolutivo. Un bambino che è stato certificato maturo per la scuola, ha veramente raggiunto le competenze cognitive che gli permettono di interpretare le parole in modo soddisfacente per poter svolgere i compiti richiesti? Le competenze della motricità fine del bambino, sono sviluppate al punto di permettergli l’apprendimento della scrittura? E tanto da permettergli di svolgere il compito dello scrivere? E’ in possesso di una percezione sufficiente perché possa elaborare i numeri?

Guardando un bambino disegnare il simbolo dell’infinito,  possiamo perfettamente osservare il suo stato di coordinazione, così come il suo stato di sviluppo della memoria esplicita (dichiarativa) e implicita (procedurale). La nostra esperienza kinesiologica, ci insegna che possiamo sostenere questo sviluppo applicando gli esercizi dell’otto dell’infinito.

Le competenze scolastiche: leggere, scrivere e contare possono essere rinforzati dall’otto dell’infinito

Coordinazione del movimento: come organizziamo i nostri movimenti e le nostre azioni?

L'esercizio consiste nel disegnare un otto dell'infinito senza fermarsi. L'alunno gira il foglio nella direzione sbagliata e in questo modo diventa impossibile di disegnare l'otto dell'infinito su tutto il foglio. Possiamo presumere che ci sia un problema nel attraversare la linea mediana visiva.. Il pollice è molto rigido che indica che lo studente usa la mano "sbagliata" per scrivere. Non c'è flusso nel movimento.

L’esercizio consiste nel disegnare un otto dell’infinito senza fermarsi. L’alunno gira il foglio nella direzione sbagliata e in questo modo diventa impossibile di disegnare l’otto dell’infinito su tutto il foglio. Possiamo presumere che ci sia un problema nel attraversare la linea mediana visiva.. Il pollice è molto rigido che indica che lo studente usa la mano “sbagliata” per scrivere. Non c’è flusso nel movimento.

La coordinazione del movimento e l’ordine e l’organizzazione delle azioni motorie orientate verso un obiettivo o uno scopo specifico. (Mainel 1977)

L’ordine significa, in questo contesto, la congruenza di tutti i parametri motori nella rispettiva situazione.

Nel caso della lettura, della scrittura e dell’aritmetica, ciò corrisponde alla capacità di comprensione, di espressione, senso dello spazio e capacità di astrazione dei numeri  Esaminiamo il concetto della coordinazione motoria in relazione alle competenze scolastiche sopra elencate tenendo conto dello stato di sviluppo in base all’età.

La coordinazione motoria adeguata all’età, viene definita come collaborazione armoniosa ed altamente efficiente dei muscoli, dei nervi e dei sensi, che si traduce in azioni motorie equilibrate, così come nelle reazioni rapide, in risposta a situazioni specifiche (riflessi motori) – Kiphart 1982.

Considerando i compiti sopraindicati, uno studente deve aver avviluppato certe capacità per poter eseguire le competenze scolastiche.

Il termine “caratteristiche coordinative” è stato coniato per rendere più comprensibili tratti specifici all’interno della molteplicità dei diversi aspetti motori.

Quali di queste caratteristiche sono importanti affinché una persona possa con facilità leggere, scrivere e fare calcoli? Esistono altre caratteristiche oltre a queste cinque elencate.

Ritmo del movimento: per poter attribuire un significato alle parole scritte, lette e pronunciate, è necessario possedere un determinato ritmo individuale, come ad esempio l’intonazione nel parlare.

Flusso del movimento: necessità di connettere/formare sillabe e parole per comprendere ciò che si sta leggendo, scrivendo o recitando.

Velocità del movimento: aumentare gradualmente la velocità per arrivare ad una lettura fluida, ad una scrittura scorrevole e ad un’adeguata velocità nell’eseguire i calcoli.

Precisione del movimento: ogni singola parola, all’interno di una frase, è propriamente allineata ed è leggibile, sia per chi scrive sia per chi legge. Le regole di ordine ed orientamento sono riconoscibili.

Consistenza del movimento: la grandezza e l’ampiezza delle lettere diventano più costanti con l’età e la maturità. Questo è di aiuto ad un modello organizzativo; le forme costanti possono essere create e rappresentate. Le correzioni, inizialmente esagerate, risultanti in una calligrafia irregolare, diventano meno evidenti; il movimento diventa più armonioso ed uniforme.

Le competenze della motricità fine si sviluppano prima nelle femmine. I maschi hanno la tendenza ad acquisire le competenze della scrittura implicando i muscoli delle spalle e del braccio, anziché usare i movimenti delle dita e del polso. Questo sembra essere un modo più difficile per acquisire le competenze della scrittura, perché i movimenti che partono dalle grandi articolazioni delle parti superiori del corpo, non possono essere coordinate così precisamente come quelli che partono dalle dita e dal polso.

Lo sviluppo delle competenze della letto-scrittura

“Transfer negativo” nel cambiare le direzioni delle curve. La curva destra viene anticipata e “disturba”, perciò non è possibile disegnare prima una curva verso sinistra.

“Transfer negativo” nel cambiare le direzioni delle curve. La curva destra viene anticipata e “disturba”, perciò non è possibile disegnare prima una curva verso sinistra.

Nella fase iniziale della lettura, l’indice del bambino scivola sulla linea e guida gli occhi nel passaggio da lettera a lettera. Nella seconda fase, gli occhi tracciano la linea senza l’aiuto del dito. Il bambino impara gradualmente a comprendere le parole intere. Per fare ciò, il bambino deve aver sviluppato la capacità di creare un’immagine mentale delle sillabe o delle parole intere; inoltre, deve possedere una percezione spaziale per poter comprendere i numeri e le proporzioni.

Gli otto dell’infinito, disegnati dagli alunni nei progetti da me guidati a scuola, evidenziano che quei bambini, dichiarati pronti per la scolarizzazione, non erano capaci di disegnare un otto dell’infinito correttamente neanche dopo sei mesi di scuola. Ciò indica che questo tipo di movimento non è ancora fissato e immagazzinato nell’area della memoria motoria del cervello.

Talvolta  si può osservare come il movimento dell’otto dell’infinito può essere completato con successo per varie volte di seguito, ma non con la stessa consistenza e qualità: questo significa che è necessaria una pratica continua.

Stili e canali di apprendimento: visivo/uditivo/cinestesico

L’otto dell’infinito disegnato con la mano sbagliata e ad occhi chiusi evidenzia lo stato evolutivo, la rappresentazione interiore del movimento nella memoria infantile.

L’otto dell’infinito disegnato con la mano sbagliata e ad occhi chiusi evidenzia lo stato evolutivo, la rappresentazione interiore del movimento nella memoria infantile.

Gli otto dell’infinito possono assumere diverse forme: alcuni sono più voluminosi, altri sono magri, altri ancora asimmetrici. Dal modo in cui viene disegnato un otto dell’infinito, si può concludere quale senso venga maggiormente implicato.

Secondo la Programmazione Neurolinguistica, guardare in alto significa che il canale visivo è stato attivato; guardando invece da sinistra a destra e viceversa, viene attivato il canale uditivo; infine, guardando sotto la linea mediana orizzontale si stimola il canale cinestesico.

Se il punto d’incrocio dell’otto dell’infinito si trova sotto la linea mediana, lo studente ha utilizzato il canale visivo. Un otto simmetrico e armonioso indica l’uso del canale uditivo, mentre dei grandi cerchi al di sotto della linea mediana suggeriscono l’attivazione del canale cinestesico.

Considerando tutto questo, si potrebbe concludere che l’otto dell’infinito rivela il canale percettivo preferito del momento e potrebbe indicare in generale lo stile di apprendimento della persona.

“Rompere il cervello”

Preferenza cinestesica

Preferenza cinestesica

In uno dei miei progetti scolastici, gli allievi devono ripetere su un foglio di carta il movimento continuamente in un flusso infinito, come su una pista delle macchinine. Dalla posizione della mano e delle dita che tengono la matita, posso dedurre se scrivono con la mano dominante. L’emisfero espressivo, che fondamentalmente è responsabile per la scrittura e l’espressione, si trova sul lato opposto della testa rispetto alla mano scrivente. Possiamo comunque trovare una posizione compensatoria della mano, che appare normalmente nelle persone mancine quando scrivono con la destra: in questo caso, il cervello espressivo si trova dallo stesso lato della mano che scrive, e la mano appare come un gancio (il polso e invertito), oppure il pollice è particolarmente esteso alla sua base.

In passato, i mancini erano spesso costretti ad usare la mano destra: questa costrizione, nei Paesi anglosassoni, veniva chiamata “rompere il cervello”.

Preferenza visiva II primo otto dell'infinito è stato disegnato ad occhi aperti implicando il canale visivo; i successivi sono stati tracciati ad occhi chiusi. II sistema percettivo visivo non è capace di mantenere il controllo. Non c'è sufficiente rappresentazione mentale nella memoria, specialmente per quanto riguarda la memoria spaziale, per attraversare la linea mediana. Lavorando con entrambi i lati del cervello e del corpo si è in grado di creare un'immagine interiore del movimento.

Preferenza visiva
II primo otto dell’infinito è stato disegnato ad occhi aperti implicando il canale visivo; i successivi sono stati tracciati ad occhi chiusi. II sistema percettivo visivo non è capace di mantenere il controllo. Non c’è sufficiente
rappresentazione mentale nella memoria, specialmente per quanto riguarda la memoria spaziale, per attraversare la linea mediana. Lavorando con entrambi i lati del cervello e del corpo si è in grado di creare un’immagine interiore del movimento.

Si può facilmente immaginare come sia difficile mantenere la connessione tra l’emisfero sinistro e l’emisfero destro essendo sottoposti ad un simile stress.

Più lo studente viene coinvolto in questa costrizione, più diventa difficile per lui far emergere il suo pieno potenziale per quanto riguarda le proprie competenze scolastiche.

L’otto dell’infinito e uno strumento meraviglioso nella storia umana per il miglioramento delle prestazioni: uno strumento che da’ accesso al flusso della vita. Sicuramente non è un puro caso che sia stato adottato dalla Kinesiologia come strumento forte per far emergere il potenziale.

 

Bibliografia

Bandler R.: Neue Wege in die Kurzzeittherapie, Jungefernmann 2007
Birkenbiehl V: Jungen und Maedchen, wie sie lernen, Knauer 2005
Buchner C.: Brain Gym und Co, kinderleicht and Kind gebracht, VAK  1997
Dennison P. Switching on, Edu-Kinesthetics. Inc 1984
Dennison P. Brain Gym Teachers Edition, Edu Kinesthetics Inc, 2010
Ed. italiana: Brain Gym impara a muoverti, muoviti per imparare, La Tigulliana, 2014
Dennison P. Organizzazione cerebrale ottimale, Manuale del corso
Dillinger Ch: Gehirn-Koerper Spiele, unveroeffentlichtes Manual zum Schulprojekt “Lernen mit Aha Effekt”
Dornes M. Die fruehe Kindheit, Entwicklungspsychologie der ersten Lebensjahre, Fischer, 2009
Hannaford C: The Dominance Factor, how knowing your dominant eye, ear, brain, hand and foot can improve your learning,  Great Ocean Publishers, 1997
Kiphard E. J.: Bewegungs- und Koordinationsschwaechen im Grundschulalter, Hofmann 1982
Idem: Motopaedagogik Band 1, Verlag modernes Lernen, 1979
idem: Mototherapie 1 und 2, Verlag Modernes Lernen 1983
Leuner H: Lehrbuch Katathym imaginative Psychotherapie, Huber 2012
Meinel K.: Bewegungslehre, Volk und Wissen 1977
Thie J.F. Thie M.: Touch for Health, the complete edition, 2005
Wilson F.R.: The Hand, how its use shapes the brain, language and Human culture, Vintage Books, 1999

 

 

 

Espandere la propria vitalità

di Dott.ssa Cristina Ombra, Psicologa e Psicoterapeuta

“La bioenergetica si propone l’obiettivo di aiutare la gente a riconquistare la sua natura primaria – la condizione di libertà, lo stato di grazia e la qualità di bellezza”.(Alexander Lowen)

imagesÈ possibile sperimentare profondamente le emozioni, sentirle autenticamente, esprimerle con totalità sviluppando padronanza?

Il sistema delle emozioni funziona come una totalità interconnessa ed autoregolante, è la base della vitalità e della sopravvivenza.

‘Noi siamo il nostro corpo’, lo stress e i ritmi di vita troppo intensi lasciano un segno nel nostro corpo cronicizzandosi attraverso tensioni muscolari, blocchi emotivi, perdita dell’energia e della vitalità. La bioenergetica ci permette di entrare in contatto con la qualità dei nostri processi emotivi e corporei: il respiro, il movimento, il ritmo, la nostra energia vitale. Scopo della bioenergetica è quello di sciogliere le tensioni muscolari e liberare emozioni trattenute, migliorando la consapevolezza di sé.

La bioenergetica, migliorando la qualità della nostra vita, contrasta gli effetti negativi dello stress causato in molti casi da ritmi di vita frenetici. Oltre ad essere uno strumento di prevenzione delle malattie e promozione della salute, è adatta a tutti ad ogni età. La bioenergetica oltre ad offrire uno spazio di consapevolezza per il singolo, è un modo per stare nel gruppo, attivando processi di autoregolazione .

In questo modo la persona può sviluppare quelle che Alexander Lowen, padre della bioenergetica, chiama le “tre colonne del Sé”: consapevolezza di sé, espressione di sé, padronanza di sé.

All’interno del gruppo sarà possibile sperimentare esercizi di bioenergetica,  rivolti a tutti coloro che vogliano approfondire la propria ricerca e crescita personale

Scopo degli esercizi bioenergetici è aiutare ad entrare in più profondo contatto col proprio corpo, accrescendo le sensazioni in esso; diventare consapevoli delle tensioni muscolari e lavorare sul movimento e sulla respirazione in modo graduale per favorirne il rilascio. Sbloccando così l’energia intrappolata nel corpo e lasciandola fluire in modo più libera ne consegue un senso più grande di vitalità che accresce la capacità di sentire piacere, la motilità ed il benessere ad un livello sia muscolare che emozionale.

Gli esercizi infatti non sono mai svolti in senso di attività meccanica ma sempre solo rispetto al sentire nel corpo. Così il fare può sembrare a volte improduttivo, ma questo è un naturale approccio biologico ed energetico (quindi bioenergetico) nel processo di approfondimento della respirazione e nella liberazione dell’energia bloccata nelle tensioni, con il rispetto di tutte le variazioni individuali e dei tempi necessari ad ognuno.

Fondamentale al concetto degli esercizi bioenergetici è che, dove c’è energia libera e libero sentire, ci saranno movimenti pieni di grazie sostenuti dal lavoro di grounding.

groundingIl grounding è una posizione estremamente naturale e, proprio per questo, le prime volte può risultare poco comoda!!! Ricorda la posizione assunta dal bambino quando inizia a camminare (proprio perché a maggiore necessità di sentire molto bene il terreno sotto i suoi piedi), ma si ritrova molto nei praticanti di quelli sport che, guarda caso, hanno un estremo bisogno di avere la sensazione del suolo (sciatori, giocatori di tennis, lottatori, ecc…). Consiste nello stare in piedi con le ginocchia flesse e morbide e l’apertura dei piedi paralleli o addirittura con gli alluci lievemente convergenti tra loro, per mantenere le ginocchia in linea. Il bacino è mobile, in posizione comoda situata tra l’antiversione e la retroversione, per favorire il rilassamento della spina dorsale. In questa posizione il respiro tende a divenire più profondo e addominale. Al contrario, più i piedi sono divergenti (a papera) e le ginocchia rigide, più si crea una forte contrazione dei glutei, alla spina dorsale, alla respirazione e al tessuto sottocutaneo; le ginocchia perdono la loro funzione naturale di ammortizzatori del corpo, i piedi a papera generano contrazioni addominali e sfinteriche, mentre le tensioni del tessuto sottocutaneo favoriscono la formazione di cellulite. L’inibizione delle respirazione, poi, diminuisce l’afflusso dell’ossigeno del corpo, riducendo il metabolismo del corpo e l’energia a nostra disposizione. Durante il grounding è possibile percepire delle piccole vibrazioni, che rendono le gambe e il bacino pieni di energia vitale e sciolgono le piccole tensioni accumulate nei distretti muscolari. Attraverso questa posizione è inoltre possibile ottenere molte informazioni sui possibili disturbi fisici che la persona potrebbe manifestare nella quotidianità. Infatti il piede regge l’intero peso del corpo e, una posizione scorretta (arco plantare collassato, eccessivamente sollevato o contratto) può determinare una catena di conseguenze nel resto del corpo (problemi di circolazione, dolori alla schiena, cefalee, ecc…). Il lavoro sul grounding offre quindi la possibilità di iniziare a prenderci cura di noi e degli altri partendo dalle fondamenta e, se vogliamo effettivamente costruire una struttura solida è ovvio che non si possa prescindere da una buona base.

Tutto questo potrebbe essere sperimentato all’interno del seminario esperienziale che si svolgerà dal 24 al 26 Luglio 2015 presso l’Albergo il Pelegrino nella splendida cornice di Montallegro  a Rapallo.

Per informazioni ed iscrizioni contattare  Dott.ssa Cristina Ombra:  fulwari2@tiscali.it  cell: 3474835382 oppure Dott.ssa Sigrid Loos, info@sigridloos.com  cell: 3478884867

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