movimenti per la mente in movimento

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Danze in cerchio e movimenti di Brain Gym per celebrare l’abbondanza nella comunità

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel Manuale della Conferenza Internazionale di Brain Gym® a Denpasar, Bali 2013

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Il cerchio è un simbolo antichissimo e importantissimo, comune a tante culture del mondo. Viene usato per evocare i movimenti circolari della natura, innanzitutto delle stelle e del sole. Tracciare il cerchio ha il significato di creare una protezione. Il sole traccia apparentemente un cerchio intorno alla terra e segna il tempo. La ruota è anche un simbolo del sole e del ruotare del tempo, della sequenza delle stagioni e delle ore. Il simbolo evoca il ciclo del tempo e dell’universo che garantisce la crescita e la prosperità fisica e spirituale.

Molti rituali di moltissime culture, canti e danze si svolgono in cerchio. Per proteggere la casa, i campi o il bestiame i contadini camminavano in senso orario in cerchio per dare influssi positivi.  Le persone che ballano in cerchio, si tengono per mano, con la sinistra che riceve con il palmo rivolto al insù e la destra che dà con il palmo rivolto verso il basso condividendo l’energia del cerchio con tutti i partecipanti.

Il cerchio ha almeno due funzioni principali:

  1. proteggere la comunità da influenze esterne negative
  2. mantenere e accrescere l’energia positiva all’interno di un gruppo,
    evitandone la dispersione.

is (1)Danzare in cerchio enfatizza eventi speciali, rinforza la comunità e incoraggia la comunione. Lo spazio confinato dai danzatori è uno spazio privilegiato, sacro e distinto da quello esterno. I danzatori nel cerchio godono di un privilegio e sono protetti dagli eventi che succedono al di fuori.

Le danze in cerchio moderne sono nate negli anni ’70, promossi dalla Comunità di Findhorn in Scozia che ha raccolto e trasformato un vasto repertorio di danze popolari del mondo rendendole più semplici ed accessibili a persone di tutte le età e provenienze. Lo scopo è sperimentare la gioia di ballare insieme e di creare un senso di comunità, condividere la capacità di stare bene insieme.

Gli obiettivi più specifici delle danze in cerchio sono:

  • favorire una cultura di pace basandosi sui valori delle danze popolari
  • vivere in equilibrio con il proprio corpo e con le persone intorno a noi
  • sviluppare il concetto di uno stile di vita flessibile, armonioso e naturale
  • Recuperare il proprio ritmo vitale interiore attraverso un respirare, camminare e correre più consapevole e focalizzato
  • Essere più attenti al ritmo e al tempo mentre ci muoviamo in cerchio come gruppo.

L’andamento delle danze varia da lento a veloce, con tutte le gradazioni intermedie. Il ritmo influisce anche sull’umore e sulle emozioni: le danze lente sono più riflessive e meditative mentre le danze veloci sono più espressive ed energizzanti.

giu_95Negli anni ‘90 ho incontrato un gruppo di persone a Rovereto che insegnavano le danze ispirate dalla Comunità di Findhorn e per la prima volta ho sentito che le danze popolari potevano essere un’esperienza accessibile a tutti. In questa mia prima esperienza eravamo un gruppo di 30 persone di 15 paesi diversi, raccolti intorno alla gigantesca campana di Pace vicino a Rovereto. Alcuni di questi partecipanti non avevano mai ballato prima in vita loro, ma tutti furono coinvolti fin da subito e nessuno rimase fuori a guardare.

Vincenzo Barba, il nostro maestro di danze,  ci propose  un repertorio di danze in cerchio semplici che da allora fanno parte della mia cassetta degli attrezzi. Queste danze sono uno strumento favoloso per armonizzare il clima di gruppo, per riunire le persone, per rilassarsi e ricaricare le batterie esauste, per liberarsi dallo stress e armonizzare il corpo e la mente  rendendoci centrati e connessi.

20160314_195753_HDR~2~2 La combinazione dei movimenti di Brain Gym® con le danze in cerchio è una nuova possibilità di arricchire il nostro lavoro nei gruppi. Gli esercizi energetici del Brain Gym®, in particolare i Punti del cervello, della terra e dello spazio aiutano ad orientarci quando “ci perdiamo” confondendo il lato destro e sinistro, quando tutto sembra procedere troppo velocemente. Il Cappello pensatore e l’Elefante ci aiutano a trovare un senso migliore del ritmo della musica e il Cross-Crawl ci aiuta a coordinarci meglio. Il Dinamizzatore e la Respirazione addominale invece ci aiutano di ritrovare il nostro ritmo naturale di respirazione mentre ci muoviamo velocemente in cerchio.

Nel 2013 nella Conferenza internazionale di Brain Gym® la mia collega spagnola Isabel Compan abbiamo presentato un workshop basandoci sui principi qui esposti. Un articolo non può riprodurre l’esperienza che in un’ora ha permesso a venti partecipanti di imparare sei danze completamente nuove per loro ed estranee alla loro cultura, grazie  anche ai movimenti di Brain Gym® che abbiamo usato come strumenti di facilitazione. Non si può tramite il blog riprodurre questi benefici ma posso offrire questa formazione dove richiesto in un workshop di una giornata o di 12 ore.

NATURALMENTE GIOCANDO

un esperienza di giochi con e nella natura a San Giorgio a Cremano
di Sigrid Loos

 

Il gioco è l’esperienza naturale del bambino, si potrebbe dire: il suo lavoro congenito perché attraverso esso esplora il suo ambiente, sperimenta la sua fisicità ed impara le regole della convivenza. Almeno così dice la teoria. Ma tutto ciò è ancora valido oggi?

Noi che siamo cresciuti negli anni 50, 60, 70 e forse ancora negli anni 80 abbiamo popolato le piazze, le viuzze e i cortili giocando autonomamente con amici di diverse età e c’era sempre qualche adulto non appartenente alla nostra famiglia che ci metteva in riga quando ne combinavamo una grossa. Eravamo liberi e auto-gestiti e gli adulti interferivano ben poco nei nostri giochi almeno che non giocassimo in contesti come la parrocchia, gli scout o in ambito di allenamento sportivo.

Dagli anni ‘90 in poi con l’introduzione di gameboy, console e computer, la situazione è cambiata drasticamente. La tecnologia ormai regna sovrana nella camera e nella vita dei bambini e gli spazi del gioco autonomo sono quasi spariti nei contesti urbani.

La vita di un bambino oggi assomiglia più a quella di un manager con un’ agenda piena tra scuola, compiti, attività sportive e (anche se più raramente) artistiche; i momenti ludici sono spesso organizzati da un adulto educatore/animatore.

Un programma così fitto lascia poco spazio all’ozio e all’auto-gestione del gioco. Questa realtà ci induce alla domanda come possiamo recuperare quegli elementi del gioco libero esplorativo che sviluppa curiosità, creatività ed educa alla collaborazione e alla convivenza pacifica?

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Villa Falanga

Il Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano cerca di dare una risposta a questo quesito. Nel bel contesto di Villa Falanga, sede del progetto, il gruppo del Consiglio delle bambine e dei bambini è riuscito a far modificare il regolamento comunale dei parchi che vietava il gioco negli spazi pubblici e ad invitare gli amministratori di quei condomini dove è proibito giocare per adeguare il proprio regolamento nello spirito dell’art. 31 della “Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia” (approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176), che garantisce ai bambini il loro diritto al gioco.

Ogni anno il secondo mercoledì di maggio si celebra la GIORNATA DEL GIOCO in cui tutti, adulti e bambini, sono invitati a giocare nella città che per l’occasione viene pedonalizzata e liberata dalle auto. San Giorgio a Cremano è la prima città della Regione Campania, che dedica dal 2006 una giornata feriale al gioco. Il giorno è lavorativo non per guadagnare un giorno di vacanza, ma per rompere lo schema adulto del lavoro separato dal piacere, dal gioco, dal rapporto con gli altri. Ed è lavorativo in modo che le scuole siano aperte, ma aperte solo per giocare: i docenti, i genitori e i bambini preparano questa giornata speciale in modo che a scuola, in quel giorno, si possa giocare.

La XI edizione della giornata del gioco del 2016 è intitolata “Natura-l-Mente giocando” e per l’occasione è stato predisposto anche un bando aperto a tutti i cittadini grandi e piccoli che vorranno partecipare, per la realizzazione di un catalogo cartaceo e multimediale di nuovi giochi legati ai parchi pubblici della città, in cui viene evidenziata la presenza del gioco all’aria aperta nel contesto urbano e i rapporti che si formano tra i bambini e il gioco o tra gli adulti e il gioco nelle sue varie accezioni in determinati luoghi.

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Esperti assaggiatori – è una sfida di scoprire che cosa si sta mangiando con il naso tappato

Da lì è partita l’esigenza di fornire strumenti agli insegnanti coinvolti nel progetto che dessero spunti per inventare nuovi giochi. E’ la terza volta che vengo invitata dal coordinatore della Città dei bambini e delle bambine, l’architetto Francesco Langella, per tenere un corso di formazione sulla tematica del gioco e l’importanza del movimento per l’apprendimento per gli insegnanti del territorio. I 26 partecipanti al corso hanno giocato con tutti i sensi esplorando in modo cooperativo per primo i due sensi corporei – la propriocezione e l’equilibrio – il tatto, l’udito e la vista come sensi legati alla neo-corteccia e infine l’olfatto e il gusto più vicini alla nostra istintività per poi concludere il percorso formativo con l’invenzione di nuovi giochi mediante una griglia morfologica.

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il Sindaco Giorgio Zinno con Francesco Langella, Coordinatore del progetto Città dei bambini e delle bambine e Sigrid Loos, conduttrice del corso

Alla fine del percorso siamo stati raggiunti dal Sindaco Giorgio Zinno che ha rinnovato l’impegno del comune a sostenere le iniziative del Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine. Non ho potuto fare a meno di ringraziare, a nome di tutti gli insegnanti presenti, il Comune che ha finanziato l’iniziativa dando cosi la possibilità ai partecipanti di arricchire il proprio bagaglio didattico con spunti pratici e immediatamente applicabili, cosa molto rara in Italia, così come hanno sottolineato le stesse insegnanti.

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la verifica finale del corso ci collega tutti in una grande ragnatela

Per me è sempre un piacere tornare in questa realtà vivace che cerca di contrapporre la fantasia e la creatività al degrado urbano di cui si parla tanto nell’area napoletana. I ragazzi che frequentano il laboratorio situato nella bellissima villa Falanga si sono impossessati degli spazi da cima in fondo con le loro creazioni, dalle sedie e tavoli a forma di nuvole che si trasformano in materassi quando vengono capovolti, alla scopa-monopattino e le tante altre invenzioni come la sedia-cavallo e il triciclo riciclato.

Per saperne di più potete visitare la pagina facebook della Città dei bambini al seguente link di facebook oppure guardare questo video

 

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