movimenti per la mente in movimento

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nel Manuale della Conferenza Internazionale di Brain Gym® a Denpasar, Bali 2013.

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Il cerchio è un simbolo antichissimo e importantissimo, comune a tante culture del mondo. Viene usato per evocare i movimenti circolari della natura, innanzitutto delle stelle e del sole. Tracciare il cerchio ha il significato di creare una protezione. Il sole traccia apparentemente un cerchio intorno alla terra e segna il tempo. La ruota è anche un simbolo del sole e del ruotare del tempo, della sequenza delle stagioni e delle ore. Il simbolo evoca il ciclo del tempo e dell’universo che garantisce la crescita e la prosperità fisica e spirituale. Leggi il seguito di questo post »

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un esperienza di giochi con e nella natura a San Giorgio a Cremano
di Sigrid Loos

 

Il gioco è l’esperienza naturale del bambino, si potrebbe dire: il suo lavoro congenito perché attraverso esso esplora il suo ambiente, sperimenta la sua fisicità ed impara le regole della convivenza. Almeno così dice la teoria. Ma tutto ciò è ancora valido oggi?

Noi che siamo cresciuti negli anni 50, 60, 70 e forse ancora negli anni 80 abbiamo popolato le piazze, le viuzze e i cortili giocando autonomamente con amici di diverse età e c’era sempre qualche adulto non appartenente alla nostra famiglia che ci metteva in riga quando ne combinavamo una grossa. Eravamo liberi e auto-gestiti e gli adulti interferivano ben poco nei nostri giochi almeno che non giocassimo in contesti come la parrocchia, gli scout o in ambito di allenamento sportivo.

Dagli anni ‘90 in poi con l’introduzione di gameboy, console e computer, la situazione è cambiata drasticamente. La tecnologia ormai regna sovrana nella camera e nella vita dei bambini e gli spazi del gioco autonomo sono quasi spariti nei contesti urbani.

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La stanza degli ospiti
Liisa Korhonen, Helsinki, Finlandia, Insegnante di Brain Gym® 

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Nel 2014 ho  partecipato ad un corso a Helsinki sul disegnare a due mani chiamato Double Doodle Play, una finestra per la visione integrata¹, gestita da Glenys Leadbeater della Nuova Zelanda. Durante il corso Glenys, ci raccontò che, come infermiera, usava spesso il Disegno a Specchio come strumento riabilitativo. Così, seguendo il suo esempio, ho cominciato a disegnare a due mani con mia sorella più giovane. Ritva ha 68 anni e dopo un ictus, nel 2010, le è stata diagnosticata l’emiplegia, l’afasia, l’epilessia e quant’altro. Dato che ha perso la sua lingua madre, il finlandese, parla ora in “emozionalese”.

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di Christian Dillinger, International Faculty Austria
Presentazione del suo intervento durante la Conferenza internazionale di Kinesiologia a Banff, Canada, Settembre 2015
traduzione: Sigrid Loos

Cristian Dillinger ha studiato scienze dello sport e del movimento all’Università di Graz, Austria. E’ istruttore di Touch for Health, docente di Hyperton X e membro della Facoltà internazionale della Educational Kinesiology Foundation per l’Austria. Nel suo studio pratica la terapia cranio-sacrale secondo Upledger, la manipolazione viscerale secondo Barral e la fisioterapia educativa (Immaginazione affettiva guidata). E’ il Presidente dell’Associazione di Kinesiologia professionale dell’Austria (OBK) e il direttore dell’Istituto Moving a Graz

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Il 2015 è il quarto anno in cui vado in Malawi come volontaria nelle missioni Monfortane e per fare formazione, sia con maestre delle scuole materne che con  giovani. Quest’anno, come già avvenuto l’anno scorso, tra le sfide molteplici, si è presentata l’occasione di un soggiorno sull’altopiano del Monte Chaone. Leggi il seguito di questo post »

L’otto dell’infinito, o lemniscata, è un simbolo antichissimo che non viene solo usato in matematica ma anche in numerose forme di danza. La danza del ventre, per esempio, si basa su una rotazione a otto del bacino. Marie Steiner, ballerina classica e moglie di Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia e delle scuole steineriane, ha introdotto l’otto dell’infinito nell’euritmia, l’arte dell’espressione corporea. Leggi il seguito di questo post »

di Paul Dennison  Moving to Learn, The Physical Skills of Learning pubblicato a Novembre 2013 su Hearts at Play 

traduzione Sigrid Loos

dreamstime_m_15847073L’apprendimento viene definito come l’acquisizione di conoscenze o competenze mediante l’esperienza, la pratica o lo studio. L’apprendimento dipende non solo dalla capacità di immagazzinare nuove informazioni, ma anche dal poterle trasferire efficacemente da un’ area tematica (come lo spelling) a un’altra (come la lettura) e addirittura verso un’area completamente nuova (per esempio quella della scrittura creativa), capacità, questa, che dipende dalle competenze motorie. Solo recentemente però gli insegnanti stanno riconoscendo il movimento come mezzo di apprendimento efficace. I programmi scolastici hanno dato troppa importanza alla conoscenza nozionistica, che si focalizza principalmente sull’assunzione di informazioni come apprendimento in sé. Senza una conoscenza procedurale – l’apprendimento basato sul movimento – gli studenti sono incapaci di applicare le loro conoscenze a situazioni nuove. Leggi il seguito di questo post »

isLa relazione tra Gioco ed apprendimento sembra ovvio eppure ci sono parecchi preconcetti e pregiudizi nei confronti del gioco infantile. Alcune persone sono convinte che i bambini devono studiare anziché giocare e dimenticano così la funzione importante del gioco: cioè che il gioco è il lavoro del bambino.  Il gioco ha un alto livello di motivazione e un potenziale intrinseco di piacere che permette a  bambini ed adulti di: Leggi il seguito di questo post »

questo articolo, tradotto da Cinzia Campana, Consulente Edu-K, fu pubblicato nel blog http://heartsatplay.com/blog/blog-home/ di Paul e Gail Dennison. Ringrazio l’autore per il gentile permesso della traduzione e ripubblicazione

Paul-outdoors-head-280x300Nei miei 45 anni come insegnante di lettura  non mi sono mai  seduto accanto a un bambino e l’ho ascoltato decodificare i simboli o sondare parole. E questo perché, secondo me, ciò renderebbe  il codice più importante della  lingua che esso rappresenta. Leggi il seguito di questo post »

Sigrid e FredFred Donaldson, pedagogista e ricercatore americano, durante la conferenza internazionale di Brain Gym® a Bali nel 2013 ci ha illustrato la sua trentennale ricerca sul gioco originario, termine da lui coniato  per descrivere  un determinato modo libero e spontaneo di giocare.  Tutti gli animali di sangue caldo, incluso l’uomo, giocano per appropriarsi delle abilità necessarie alla sopravvivenza. L’invito a giocare sottosta ad un codice comune che si esprime nella postura, nello sguardo e nell’atteggiamento non aggressivo Leggi il seguito di questo post »

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