movimenti per la mente in movimento

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Le ‘infinite’ possibilità dell’otto

L’otto dell’infinito, o lemniscata, è un simbolo antichissimo che non viene solo usato in matematica ma anche in numerose forme di danza. La danza del ventre, per esempio, si basa su una rotazione a otto del bacino. Marie Steiner, ballerina classica e moglie di Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia e delle scuole steineriane, ha introdotto l’otto dell’infinito nell’euritmia, l’arte dell’espressione corporea.

L’otto dell’infinito ha una forte valenza pedagogica soprattutto nella Kinesiologia.  E’ presente come movimento base in tutte le scuole di Kinesiologia.

Paul Dennison, pedagogista americano e ideatore della Kinesiologia educativa e di Brain Gym®, ha sperimentato l’efficacia di questo movimento a livello neurologico nei suoi centri di apprendimento nella California del sud. Nel 1974, lavorando con studenti con gravi difficoltà di apprendimento, ha cominciato a far loro usare i muscoli grandi per disegnare degli otto dell’infinito sulla lavagna mentre i loro occhi contemporaneamente seguivano il movimento delle mani. Dopo aver ripetuto alcune volte l’esercizio per un certo periodo, i suoi studenti hanno cominciato a leggere e a scrivere con più facilità.

Cecilia Koester, un’istruttrice di Brain Gym® , svolse negli anni novanta uno studio comparativo in due classi terze di una scuola primaria di Londra. Una classe praticava l’otto dell’infinito ogni volta che doveva affrontare una attività di lettura, mentre l’altra classe svolgeva il suo programma regolarmente senza alcuna attività preliminare.

Entrambe le classi furono sottoposte a un test standardizzato per la lettura all’inizio e alla fine dell’anno scolastico.

Nel test finale gli alunni che avevano usato l’otto dell’infinito prima di ogni attività di lettura ebbero un risultato due volte superiore a quello degli studenti che non avevano praticato il movimento.

L’otto dell’infinito: come eseguirlo

CAM03535Tracciate l’otto dell’infinito nello spazio o su un grande foglio appeso al muro iniziando con la mano sinistra, partendo dal centro verso l’alto a sinistra e poi scendendo giù e salendo di nuovo verso l’alto a destra e scendendo nuovamente per tornare al centro e così di seguito. Tracciando l’otto con il braccio sinistro attiviamo il nostro emisfero gestalt; facendo poi la stessa cosa con il braccio destro, accediamo all’emisfero logico. Gli occhi seguono il movimento della mano. In questo modo possiamo rinforzare la coordinazione binoculare e facilitare l’attraversamento del campo visivo mediano, che viene chiamato in causa  nelle attività di lettura e scrittura. Viene attivata inoltre la visione periferica.
Per stimolare la tattilità e il senso cinestesico possiamo tracciare l’otto dell’infinito su diverse superfici.

 

L’Elefante

Appoggiate un orecchio sulla spalla con il braccio teso davanti e tracciate un grande otto dell’infinito muovendo tutto il corpo. In questo modo vengono integrati anche l’udito e la differenziazione delle parole.

 

L’otto dell’alfabeto

alphabet8ssmIl termine alfabeto viene dai simboli “alfa” (lettera “a”) e “beta” (lettera “b”). Tracciamo un grande otto dell’infinito su un foglio o sulla lavagna e scriviamo le lettere alfa (provenienti dall’alfabeto arabo) che iniziano scendendo lungo la linea mediana al centro  dell’otto per poi salire in alto a sinistra e le lettere beta (provenienti dall’alfabeto romano) che iniziano scendendo lungo la linea mediana per poi salire in alto a destra. Tra ogni lettera compiamo un giro intero dell’otto dell’infinito.

 

L’Otto del bacino

Stando in piedi, con i piedi perpendicolari alle spalle, tracciate un otto dell’infinito con le anche, prima intorno ad un piede poi all’altro. Iniziate muovendovi in avanti verso sinistra. Questo movimento migliora la postura e rilassa il bacino.

 

La camminata sull’otto dell’infinito

Se camminiamo su una forma di otto possiamo aumentare l’orientamento spaziale, stimolare il sistema vestibolare e l’equilibrio.

 

Questi sono solo alcuni esempi. Nel programma dei vari corsi della Kinesiologia educativa ne potrete trovare molti altri.

 

Alcuni piccoli consigli per la vita quotidiana

Per alleviare dolori provocati da punture di insetti, piccole contusioni, ecc., tracciate con un dito piccoli otto dell’infinito sulla parte dolente.

Per tranquillizzare una persona stressata, potete tracciare delicatamente degli otto sulla sua schiena. Questa pratica è particolarmente efficace con i bambini piccoli in crisi di pianto.

 

Per approfondire l’argomento e saperne di più su Brain Gym®:

Paul e Gail Dennison
Brain Gym®, impara a muoverti muoviti per imparare, Edizioni la Tigulliana, Santa Margherita Ligure, 2014

il Poster dell’otto dell’alfabeto può essere ordinato da www.braingym.com

 

Per corsi e consulenze: www.eduk-braingym.it o www.sigridloos.com

 

*Brain Gym® è un marchio registrato della Educational Kinesiology Foundation, California, USA

LA LETTURA E’ UN MIRACOLO di Paul Dennison

questo articolo, tradotto da Cinzia Campana, Consulente Edu-K, fu pubblicato nel blog http://heartsatplay.com/blog/blog-home/ di Paul e Gail Dennison. Ringrazio l’autore per il gentile permesso della traduzione e ripubblicazione

Paul-outdoors-head-280x300Nei miei 45 anni come insegnante di lettura  non mi sono mai  seduto accanto a un bambino e l’ho ascoltato decodificare i simboli o sondare parole. E questo perché, secondo me, ciò renderebbe  il codice più importante della  lingua che esso rappresenta.

Nei  miei centri di apprendimento i bambini erano sempre occupati a fare libri, raccontando storie che io annotavo per loro e per le quali  poi disegnavano immagini. A volte volevano ascoltare la lettura di questi libri, o di altri testi descrittivi e poetici, che io leggevo loro ad alta voce. Oppure potevano imparare a scrivere in corsivo, mentre annotavano  le proprie storie di vita per sè stessi. Questi bambini esercitavano attivamente le loro abilità visive, uditive, motorie e tattili e creavano vie per integrarle nel  proprio funzionamento.

Una grande parte di ciò che ci rende umani è il nostro desiderio di raccontare storie e comunque di esprimere noi stessi. Il linguaggio non  è un qualcosa da smontare, ma  serve per mettere insieme, è qualcosa con cui creiamo collegamenti con il nostro mondo. Attraverso la lunga storia del nostro pianeta ,i nostri antenati disegnarono  immagini che in seguito divennero  un alfabeto , al fine di registrare, ricordare e comunicare le loro esperienze. La lettura è il miracolo che deriva  da questi segni e simboli. I codici  sono stati creati e concordati per poter in seguito essere decodificati da altri, con lo scopo di tramandare la cultura di generazione in  generazione. Ogni bambino che impara a leggere e a scrivere ricrea questo miracolo.

Eppure l’umanità presume  da tempo  che la capacità di lettura sia intrinseca a tutti i bambini. Ci dimentichiamo che la lettura non è una funzione naturale con cui siamo nati, ma che deve essere appresa. Un bambino identificato come dislessico, cioè con una difficoltà percepita nell’imparare a leggere, non ha un problema medico, semplicemente non ha ancora sperimentato la relazione che ha il linguaggio con i propri disegni o segni sulla carta. Non ha ancora scoperto come inventare la sua personale  lettura e creare così il suo personale miracolo.

La lettura, la decodifica e la codifica neurale di simboli alfabetici scritti per il loro significato, è una invenzione umana che riflette come il cervello si riorganizza al fine di elaborare la parola scritta. “Gli esseri umani non sono mai nati per leggere “, scrive Maryanne Wolf, una neuroscienziata cognitiva della Tufts University ed esperta dello sviluppo del bambino, nel suo straordinario libro  “Proust e il Calamaro: la storia e la scienza  del cervello che legge “, che va a spiegare come si sia evoluta la lettura nel corso dei millenni, dalla decodifica dei  disegni rupestri, ai simboli che divennero un codice alfabetico, alle forme complesse delle frasi che leggiamo oggi.
La Wolf  comprende la lettura  come  facciamo noi in  Edu –K, come la creazione e la padronanza di un codice simbolico lessicale che rappresenta l’esperienza per il successivo ricordo o re- immaginazione. La lettura, un’abilità totalmente creata dall’uomo che ha contribuito a creare il cervello umano di oggi, comporta molto più che concentrarsi su un input  lineare, una parola o un fonema alla volta. La Wolf  suggerisce che “l’evoluzione della scrittura e lo sviluppo del cervello che legge ci danno una lente  notevole su noi stessi come specie, come  creatori di molte culture linguistiche orali e scritte e come singoli studenti con diverse e crescenti forme di intelligenza.”
Il cervello non ha né un centro né un’area  deputata alla funzione della lettura come invece ha  per  le funzioni di vedere, ascoltare, muovere e toccare. Il miracolo della lettura richiede l’interconnessione di molte aree neurali separate e specifiche. Attraverso un’esplorazione attenta dei simboli, ogni bambino  insegna a sé stesso come il suo cervello crea  automaticamente  queste connessioni.
Non tutti i bambini imparano nello stesso modo ed imparare a leggere sembra più facile per alcuni che per altri, proprio come i metodi per insegnare la lettura lavorano meglio con alcuni studenti  piuttosto che con  altri.



?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Xavier, 8 anni e in terza elementare, appariva brillante e curioso,
ma non
stava al passo con i suoi compagni di classe a scuola. Quando i suoi genitori lo portarono per farlo valutare privatamente, come livello in lettura, scrittura e ortografia sembrava essere più di un anno indietro. Dietro suggerimento hanno portato Xavier da me. Leggendo per me nel mio studio, dal suo libro scolastico di lettura, indicava una parola alla volta e la sondava, scandendo ogni sillaba attentamente come il suo insegnante gli aveva ordinato di fare. Quando gli è stato chiesto di ricordare e di raccontare ciò che aveva letto, era in grado di rammentare solo una o due parole isolate.

Durante la sua sessione Xavier ha scelto da un poster a parete le attività di Brain Gym® che voleva fare. Insieme abbiamo fatto il Cross Crawl, l’otto dell’infinito, la pompa del polpaccio, la flessione del piede,  l’attivazione del braccio  e l’aquila. Nel corso del processo, io ed i suoi genitori lo abbiamo visto passare da una postura passiva ad un modo più attivo di sostenere il suo corpo  e di parlare.
Per aiutarlo a  rendere la lettura più espressiva, ho invitato Xavier a fare amicizia con 15 delle sue parole preferite. Io ed i suoi genitori abbiamo condiviso la sua eccitazione mentre pensava le parole ed io le scrivevo per lui su delle schede: elefante, popcorn, aereo, zebra, e così via. Xavier ha accettato di tracciare ogni giorno le lettere di ciascuna parola con le dita, mentre avrebbe detto la parola ad alta voce e pensato al suo significato. Quel giorno, quando ci siamo salutati,  già riconosceva  le parole elefante e zebra a colpo d’occhio.

Dopo due settimane che tracciava le sue parole e faceva le attività di  Brain Gym® con i suoi genitori, Xavier è tornato nel mio studio pronto a leggere nuovamente per me . Ho potuto vedere, dal modo in cui si era seduto e teneva il suo libro, che ora stava sperimentando un miglior senso dell’equilibrio. Adesso era in grado di muovere gli occhi per seguire orizzontalmente attraverso il suo  campo visivo mediano, senza  un eccessivo movimento della testa. Stava leggendo in modo fluido, nello stesso modo in cui parlava, piuttosto che concentrarsi sui fonemi separati, senza sforzo e con entusiasmo e piena comprensione: questa è la mia definizione di comprensione della lettura. Abbiamo festeggiato un miracolo, mentre Xavier era ora in grado di riferire quello che aveva  letto con le sue parole. In che modo, i suoi genitori si chiedevano,  pochi semplici movimenti ed attività hanno potuto aiutare Xavier a  leggere in modo molto più efficace? Poiché apprendimento significa aggiungere il nuovo al vecchio, il flusso naturale dell’ imparare a leggere inizia con il riconoscimento di ciò che già sappiamo. Richiede  contemporaneamente il possesso ciò che è già familiare/appreso (memorizzato come un codice verbale)  ed il mettere in relazione la nuova informazione, in entrata, con quell’esperienza cui essa è associata.   La lettura è prima di tutto un flusso di linguaggio comunicativo. Le abilità visive, come puntare gli occhi su ogni parola, sono, anche se importanti, secondarie rispetto al processo mentale della lettura e devono essere  automatiche e senza stress, cosicchè i processi uditivo- linguistici  possano procedere senza inibizione. Il discorso espressivo deve sempre guidare,non seguire,  l’analisi visiva del codice.

La lettura efficace del codice come significato  richiede, proprio come è avvenuto per i nostri antenati, l’integrazione delle aree del cervello per l’abilità uditiva (dirlo), visiva (vederlo), cinestesica (scriverlo) e tattile (sentirlo), così come la capacità di interpretare le informazioni ricevute come significative mettendo in relazione la nuova esperienza con esperienze precedenti.
Quando gli studenti come Xavier sembrano dislessici,in quanto analizzano una progressione lineare  di    suoni sconnessi  di una parola o di una sillaba alla volta, e non sono ancora in grado di riconoscere immediatamente quei simboli all’interno di un contesto linguistico espressivo,essi sono persi  nei dettagli del decifrare il codice e non stanno nemmeno ad ascoltare il contenuto. Nel mio lavoro con i bambini diagnosticati come dislessici sottolineo che la lettura (e, di fatto, tutte le abilità nelle arti linguistiche, tra cui  scrittura e ortografia) viene sperimentata nel campo visivo mediano , dove è possibile accedere contemporaneamente  agli emisferi cerebrali destro e sinistro, sia per l’immediato riconoscimento del nuovo  che per la successiva, quasi simultanea, rottura neurale del codice per renderlo in un  linguaggio familiare.

Il miracolo della lettura richiede un riconoscimento immediato della  nuova informazione in un contesto significativo, seguito da una conferma dei simboli o del codice, non il contrario come di solito viene  insegnato. Così il flusso naturale dell’ apprendimento richiede una percezione nuova all’interno del contesto di  un’esperienza  precedente. Impariamo i simboli così bene che quasi mai li notiamo.
Come affermato dallo psichiatra e scrittore Iain McGilchrist nel suo libro The Master and His Emissary: The Divided Brain and the Making of the Western World la prima percezione  di qualsiasi cosa avviene attraverso l’emisfero destro finché essa rimane nuova . . . presto viene presa in carico dall’emisfero sinistro dove essa diventa familiare. La conoscenza del tutto è . . . seguita dalla conoscenza delle parti “.

I Already Know How to Read: A Child’s View of LiteracyPrisca Martens, 1996, Heinemann. Questo piccolo prezioso libro offre spunti della  Martens, come professoressa di educazione linguistica ,circa i suoi  tre anni di osservazione sull’esplorazione autodidatta di sua figlia Sarah della  lettura e della scrittura, nel periodo dai due ai cinque anni. Questo punto di vista può aiutarci a riconoscere i modi in cui i bambini (nel nostro mondo moderno, circondato da mezzi di comunicazione scritta) sono naturalmente alfabetizzati  e come essi  “inventerebbero” la scrittura e la lettura da soli, se gliene venisse  data l’opportunità. Campioni informativi di lettura e scrittura  presentano Sarah come una ricercatrice naturale che costruisce attivamente simboli.
Proust e il Calamaro: La storia e la scienza del cervello che legge, Maryanne Wolfe, © 2012 , Edizioni Vita e Pensiero.
The Master and His Emissary: The Divided Brain and the Making of the Western World,
© Iain McGilchrist, 2012, Yale University Press.
Crediti fotografici : ID 16450697 e 17770996 © Yuri Arcurs | Dreamstime.co
© 2013 by Paul E. Dennison . Tutti i diritti riservati

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Brain Gym ® è un marchio registrato di Brain Gym® International / Educational Kinesiology Foundation .

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